1. Si vogliono elezioni: amministrative, politiche, europee, circoscrizionali e regionali? Anche esimi filosofi e democratici danno un valore quasi magico e di feticcio al voto popolare, comunque e dovunque? Nulla loro dice che nel quarantennio partitocratico si è votato a iosa, con voti non democratici di obbligata ratifica del sistema di regime? Non capivano allora e non capiscono oggi, ma il Paese continua a non capirlo?
Ebbene ci si metta in condizione di votare il più seriamente possibile, nel modo meno irresponsabile, meno partitocratico, malgrado le leggi controriformistiche che sono state adottate e che privilegiano chi ha il controllo mafioso-politico del territorio ed il partito dei giudici politici, blocco sociale e di potere già interno al regime, che dovrebbe assicurarne la prosecuzione ed il rilancio con nuovi equilibri e rapporti di forza interni. Noi abbiamo espresso le nostre opinioni, in linea con quelle mantenute sempre durante il regime, e le abbia fatte valere contro demagoghi, partitocratici e sfascisti. Ma ora basta discutere su quando le elezioni. Sarà quando le autorità a ciò delegate lo vorranno. Ma la campagna elettorale, politica, deve essere aperta, e subito.
Per noi sarà una campagna globale: elettorale, referendaria, nonviolenta, legislativa, sociale e di alternativa; e organizzativa. Il Movimento dei Club per la Riforma - Liste Pannella si creerà e organizzerà a partire da questa campagna, quotidianamente, ovunque sarà possibile in Italia, in vista delle amministrative, o delle politiche che si voglia. Per passare a questa fase saremo praticamente riuniti in permanenza sin dalle prossime ore.
2. Nel mondo, ed in Italia, per un cinquantennio ha operato un partito "sovietico", multiforme, ricco, articolato. Il suo fallimento storico è anche quello di una ideologia, di una cultura che, per chiunque l'abbia vissuta con onestà e intransigenza per una parte significativa della propria vita con funzioni dirigenti, lo rende responsabile di una immane e criminale tragedia umana, di un errore tanto più grave quanto più totale; ma, soprattutto, laicamente, lo rende inatto a guidare e governare in qualsiasi processo democratico, se non nell'ambito di contesti partitici che abbiamo rotto ogni forma di continuità con quel passato che, in Italia, è stato coautore fondamentale e necessario del formarsi del regime partitocratico, per tanti versi continuatore del regime fascista. Questo, ovviamente, vale per tutti gli altri partiti della partitocrazia, in modo particolare, di quell'arco costituzionale, che ha imposto le leggi delle fazioni alle, ed in luogo delle, leggi fondamentali e delle leggi scritte.
3. Intendiamo lanciare una sfida, immediata e senza riserve, al confronto politico, di obiettivi, contenuti, metodi, strumenti. Siamo la sola forza politica che possa disporre di un patrimonio di proposte di alternative di governo, aggiornato pressochè quotidianamente, sulle istituzioni, sul diritto, sulla politica estera e comunitaria, sulla nonviolenza, sulle linee di sviluppo economico. Siamo la sola forza politica libera e capace di proporre obiettivi di politica di interesse generale, perchè la sola che si sia rifiutata di pagare il costo della politica corporativista, localistica, clientelare, partitocratica e abbiamo tenuto fermo l'intransigente insegnamento, le concrete lotte per un'economia democratica e liberale di mercato, da Salvemini ad Ernesto Rossi, nei confronti delle tradizionali scelte della burocrazia pubblica nazionale, del mondo ufficiale dell'imprenditoria pubblica e privata, e del "sindacalismo" partitocratico.
La prossima settimana noi proporremo ufficialmente quaranta obiettivi di governo, legislativi, referendari, di iniziativa popolare, accompagnati da una dichiarazione-manifesto.
La forza politica che intendiamo formare e impegnare immediatamente anche sul piano elettorale di novembre avrà al centro delle responsabilità e delle garanzie un gruppo di capaci ed innocenti, cioè di oppositori al regime in nome dei diritti e dei doveri civili, dello Stato di diritto e federale, europeo e che su queste posizioni hanno costruito quotidianamente l'alternativa vissuta e ideale alla partitocrazia. Ma attorno a questo nucleo promotore e di direzione iniziale subito accetteremo senza riserve chiunque abbia compiuto all'interno della partitocrazia il suo percorso, i suoi errori, le sue colpe e che oggi, proprio a causa di questo, non perchè abbia qualcosa da perdere, intende operare a sostegno pieno della alternativa liberale, federalista, democratica, antipartitocratica, antipopulista, anticorporativista, contro il nuovo blocco di potere che si sta approntando a garantire continuità e nuova forza al regime sconfitto, attraverso un suo cambio della guardia interno: dalla "direzione "DC-PSI" a qu
ella della P. Scalfari, P. comunista, della P2 e della P38, dell'ordine giudiziario e della "sinistra" di regime.