Roma, 28 agosto 1993
Il Provvedimento del Governo, che di fatto sancisce la chiusura di Telepiù, è un colpo di mano contro la libertà d'impresa, e quel che è peggio contro la certezza del diritto.
A distanza di pochi mesi dalla legge che consentiva a Telepiù di trasmettere via etere, oggi, senza che nessun fatto nuovo sia nel frattempo accaduto a modificare la situazione, viene imposto un rapido dirottamento su un sistema inesistente di televisione via cavo, che per questo provocherà soltanto un deragliamento.
Se è questo che si vuole, distruggere un'impresa, e farlo da subito, liquidandone la campagna abbonamenti in corso, il Governo dovrebbe almeno spiegarne le ragioni.
Altrimenti resta l'impressione che dietro il provvedimento ci sia soltanto il consueto vorticare delle lobbies, che in passato ha favorito Telepiù, oggi ne liquida l'esistenza, ma continua a rendere difficile se non impossibile la crescita ordinata e legale dell'economia italiana nei settori più delicati per la democrazia.