Intervenendo a Radio Radicale Marco Pannella ha affermato:
L'associazione a delinquere che attorno al Tribunale di Sulmona ha operato e opera da anni subisce il solito, tradizionale comportamento omertoso di regime che ha caratterizzato per decenni gran parte dell'Ordine giudiziario italiano.
Da mesi si opera come se si volesse in ogni modo consentire inquinamento delle prove, salvaguardia dei colpevoli, condizionamento delle vittime tentate a reagire o che l'abbiano fatto.
A Milano, per molto meno, e molto spesso giustamente, si sarebbe proceduto da mesi ad arresti. il giudice Tragnone - almeno lo si spera - avrebbe avuto modo non di fare retate a vuoto, e di attendere un annetto buono per cercare le prove delle loro utilità, se non legittimità, ma di far cessare un comportamento omertoso a salvaguardia di persone al di sopra di ogni sospetto, colpevoli di infamie, generalizzato a Sulmona e altrove.
Ormai, tutto quello che poteva essere inquinato, distrutto, posto in opera per precostituire alibi, o derubricare responsabilità e imputazioni, lo è stato. Gli atti, quando saranno pubblici, lo dimostreranno ampiamente. Basterà controllare dati ed eventi. Ciononostante io conto sulla dignità, sulla civiltà dei cittadini abruzzesi, in particolare di Sulmona, perché la verità colpisca non solamente i diretti e propri responsabili dell'azione criminosa, ma anche i loro complici, coloro che hanno operato in conformità con le vergognose tradizioni di regime ancora in questa occasione.
Vorrei mettere in guardia servizi segreti, più o meno paralleli, a non occuparsi della vicenda, oltre quanto non lo abbiano già fatto. E i servizi non segreti, quelli ufficiali, a uscire dalla complice inerzia con la quale hanno lasciato fare, pur sapendo perfettamente - almeno a determinati livelli - quel che accadeva.
Dopodiché, salvaguardata per Sulmona un minimo di ritorno alla difesa del diritto e dei diritti dei cittadini, occorrerà pure occuparsi - per tutt'altro tipo di vicenda, al limite più grave - di quel di Teramo.
Nel frattempo politicanti e pennivendoli di vario e convergente stampo continuino pure a fare i loro affari e le loro chiacchiere. Basta conoscere i dati delle vendite dei quotidiani dell'ultimo anno per rendersi conto che gli abruzzesi non intendono più dar retta a chi vuol menarli per il naso.