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Agora' Agora - 24 settembre 1993
DE LORENZO: PANNELLA

Intervenendo a Radio Radicale ancora una volta sulla mancata concessione dell'arresto per Francesco De Lorenzo, Marco Pannella ha affermato: "Il Corriere della Sera, rompendo il suo ostracismo nei miei confronti, ha dedicato un titolo che corrispondeva ad un rigo e mezzo del servizio. 'Perfino Pannella è contro' De Lorenzo. Ho subito mandato un fax all'amico carissimo Paolo Mieli dicendo testualmente 'non perfino, ma a cominciare da voi andate a fare in culo'. Non è concepibile che il Corsera mi riesumi per insultarmi quasi che fossi, con l'alibi dell'ipergarantismo, come un ex-collaboratore o un ex direttore del Corriere della Sera, cioè uno schiavo ed un servo del regime.

Nel merito avevo auspicato che -chiedendo processi subito- finisse questo logoramento delle forme e delle procedure per andare alla sostanza di uno scontro di verità. I nostri colleghi, i parlamentari, tanto più se sono convinti di essere innocenti, si facciano arrestare. Avevo detto che, in linea di principio, d'ora in poi avrei votato sempre per gli arresti ove richiesti.

Ieri non sono andato deliberatamente in Aula, volevo vedere cosa accadeva. Ho apprezzato moltissimo l'onestà e la serietà della posizione di Cicciomessere, coraggiosa come sempre, rigorosa. Ha preso la parola per ribadire che questa richiesta di arresto si situa all'interno di uno scontro fra il potere giudiziario e quello partitocratico che esclude noi che siamo attenti alla legge e non ai poteri. Ma subito dopo, senza interferire nel voto sono intervenuto.

Il problema diventa politico. Imporre alle istituzioni una sorta di arroccamento ultra legalitario, da parte di chi è stato ai massimi livelli del regime partitocratico frignando ed evocando principi sacri - per noi! - dei quali si sono sbattuti per tutta la vita è cosa della quale sono stufo. Cosa intendo dire? Da Roberto Cicciomessere, ad Adele Faccio a Gianfranco Spadaccia, ad Emma Bonino a me, ad Enzo Tortora, ci siamo sempre fatti arrestare. Li abbiamo costretti ad arrestarci. Non perché siamo degli eroi ma perché governiamo i processi, la ricerca della verità e lo scontro. Tutto questo mi appare vile intellettualmente. E' chiaro che continuando questo gioco di scontro di potere si accellera la chiusura di questo Parlamento e chi non sarà andato 'alla radicale' a fare la provocazione seria e rigorosa dell''arrestatemi sono qui', sarà detenuto molto più a lungo e sputtanato avendo contribuito a sputtanare le Istituzioni che dovrebbero proteggerlo nella legittimità dei suoi interessi di difesa. Ieri ho

espresso 'sdegno e pena' nei confronti di De Lorenzo - mi è amico, benissimo, ne prendo atto, a maggior ragione: è proprio la reazione nei confronti dei loro comportamenti che ritengo vili, poveri, meschini, senza respiro, di regime. Tanto arroganti nella debolezza quanto furono arroganti nel potere e nella forza."

 
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