Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mer 29 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Notizie lista Pannella
Agora' Agora - 9 ottobre 1993
Questo il testo della lettera che Giovanni Spadolini, presidente del Senato, ha inviato a Marco Pannella con riferimento ai lavori della Convenzione Nazionale del Partito Democratico.

Caro Pannella,

nel momento in cui si apre la Convenzione nazionale del "Movimento per il partito democratico" desidero far giungere a Te e a tutti i convenuti il mio saluto affettuoso e il più fervido, sincero augurio di successo dei lavori.

Queste giornate di studio, di riflessione, di confronto che oggi inaugurate riportano alla mia memoria una stagione indimenticabile, dalla seconda metà degli anni cinquanta e all'inizio degli anni sessanta, la stagione dei convegni degli amici del "Mondo". C'era, dietro quei convegni, un vero e proprio programma di governo: dalla lotta ai monopoli all'idea della programmazione, dalla difesa della scuola pubblica alla revisione, che rasentava l'abrograzione, del Concordato, con una concezione separatista dei rapporti fra Stato e Chiesa.

Fu allora che la battaglia per la terza forza si intrecciò con la battaglia per rendere più moderna ed europea l'Italia e anche con il concorso di una sinistra socialista emancipata dagli schemi del populismo e del massimalismo. Fu in quei mesi e in quegli anni che si preparò e si alimentò la tematica del centro sinistra, una battaglia che quegli uomimi condussero con una visione democratica e un'attesa di cose nuove: con un obiettivo che appariva come la via di risoluzione a un dramma politico che la liberazione non aveva sciolto, che il centrismo non aveva chiuso.

Questi ricordi rappresentano per molti e per molti di voi, credo , una storia vivente. E ad essi non possiamo far a meno di tornare nel momento in cui il paese sta tracciando un bilancio di questi quarantacinque anni di vita repubblicana che hanno visto un processo di modernizzazione volto a trasformare l'Italia in una delle più grandi potenze industriali dell'occidente europeo; processo poi spezzato dall'assalto congiunto della partitocrazia e della corruzione.

Nonostante tutte le contraddizioni e tutti gli errori che dobbiamo registrare, e che hanno funestato la vita pubblica negli ultimi anni, l'Italia di minoranza come l'ho chiamata una volta ha caratterizzato fortemente l'ascesa politica e l'evoluzione civile della nazione.

Sono stati i valori della ragione e della tolleranza che ci hanno consentito di conseguire i risultati che nessuno potrebbe disconoscere e che debbono essere preservati nel necessario rinnovamento istituzionale appena avviato. Il problema è che questa Italia laica, civile e rispettosa di tutte le fedi, avversa a ogni clericalismo, comunque mascherato, ma aperta al dialogo con il mondo cattolico democratico, percorsa da dubbi e dai tormenti della società contemporanea, riesca ad adeguare la sua rappresentanza per far sì che i numeri meglio corrispondano a un grande patrimonio di idee, anche attraverso il diretto rapporto fra elettori ed eletti implicito nel sistema maggioritario.

Voi parlate di "partito della democrazia", che a una formula cui mi sono costantemente ricollegato anche nella mia vita dl combattente politico.

Io mi richiamo al modello dell'Unione democratica nazionale di Giovanni Amendola, invoco una grande alleanza di forze laiche e riformatrici nel segno della novità e dolla modernità, interpreti del nuovo che percorre e impronta la vita italiana e che si traduce anche in tante forme di protesta e di dissenso.

Ci sono alcuni punti di incontro che continuano a rappresentare validi pilastri per la battaglia politica e culturale volta al quarto polo, che una volta chiamavamo terza forza. In primo luogo la scelta occidentale ed europeista, in secondo luogo il modello di democrazia governante, in terzo luogo l'ancoraggio ai valori dell'economia di mercato contro la stagnazione collettivista e totalitaria. L'approdo dell'Europa opposta ai protezionismi, alle superstiti e resistenti autarchie, ai privilegi o alle prelazioni di tipo comunista. In altre parole l'approdo dell'Europa opposta ai burocratismi e agli statalismi soffocatori. Il che, in questi mesi difficili e tormentati di crisi economica, corrisponde alla lotta al paternalismo dirigista, al "no" contro la ciarlataneria degli apprendisti stregoni, al rigore di una moderna concezione dell'economia di mercato, non incompatibile con una politica di respiro progressista e riformatore.

Europeismo, economia sociale di mercato, attenzione prioritaria alle questioni dei diritti civili e delle minoranze che in una democrazia sono sempre qualificanti. Ecco su cosa un nuovo progetto per il rilancio dell'Italia e per un governo moderno di questo paese deve basarsi. E' il progetto di una forza democratica integrale, in questi

giorni in cui anche i valori dell'unità nazionale sembrano in discussione.

In questo spirito invio a Te e a tutti gli amici presenti il mio memore, affettuoso augurio di buon lavoro.

Giovanni Spadolini

Roma, 9 ottobre 1993

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail