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Notizie lista Pannella
Agora' Agora - 1 novembre 1993
DICHIARAZIONE DI MARCO PANNELLA, PER IL MOVIMENTO DEI CLUB LISTE PANNELLA, FEDERALISTI EUROPEI (E NON PER IL PARTITO RADICALE, ALTRO SEPOLTO VIVO AD OPERA DEI SOLITI CIECHI).

I vecchi copioni dilagano.

"L'assenza di strategie, o di strategie confessabili, fa sì che la politica vada avanti alla giornata, alla merce del quotidiano, del gioco al massacro che è in corso, fra i boiardi del passato e del nuovo regime, che resta in realtà lo stesso.

Contro gli oppositori, e non contro - ovviamente - le fronde e le "opposizioni" di sua maestà la partitocrazia, è profondo il riflesso di sempre: ostracismo, estraneità, cordate di interessi e di generazioni nemiche di coloro che esse stesse hanno combattuto, o non compreso.

L'unità di regime si sta ricomponendo in una sorta di San Ginesio: il punto di raccordo, di comune resistenza, è nel rilancio della "politica di coalizione", cioè di recupero e di moltiplicazione dei partiti, del loro sistema, con sindacatocrazia, potere giudiziario, e magari - ora - perfino militare, chiamati più esplicitamente alla solidarietà ed al cointeresse antiliberale, corporativista, ingessatore della società fin nei suoi ultimi gradini di discesa all'inferno della decomposizione e della violenza.

Anche i grandi organi di stampa hanno riacquistato, con la diffusione della leader-ship "alla cultura" partitocratica che è stata a lungo solamente di "Repubblica", la loro funzione di cani da guardia della conservazione, appena gattopardesca. E' pecchioliana, e pseudo-morotea; con tenerezze comprensibili verso il MSI e il peggio cui cercano di inchiodare la Lega.

Con serenità e severità diciamo che solamente chi ha saputo vedere negli anni e decenni la realtà, pre-vedere la bancarotta fraudolenta e almeno in parte circoscriverla e ritardarla con conquiste civili e momenti di politica opposta alla mera logica di potere e di sottopotere, e ha anche saputo contro-corrente indicare nei valori liberali, democratici, libertari, federalisti, mondialisti oggi torna ad essere osteggiato, mentre resta speranza fragile di governo del nostro tempo e della nostra società.

Quel che da "Radio Radicale" sta oggi emergendo, di nuovo, dall'istituzione "popolo sovrano", dovrebbe far riflettere, e magari sollecitare prudenza e studio. Non mi illudo che accada."

 
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