"Con un atteggiamento radicalmente sleale, assolutamente scorretto anche in termini giuridico-statutari sia di Alleanza Democratica, sia di Unione dei progressisti, da oltre un anno, e vieppiù in queste settimane, si tenta di impedirmi, in ogni modo, e di impedire agli esponenti di Convenzione Democratica e del Movimento dei Club Pannella la partecipazione a tentativi di formazione politica ed elettorale ormai in fase operativa, esecutiva.
I metodi sono di predetto stampa partitocratico, e da almeno un semestre li ho in privato ed in pubblico evocati, per ottenerne il superamento, con la pazienza dell'amicizia e la tolleranza di un democratico.
Se si eccettua il Tesoriere Giancarlo Giglio - che non a caso non ha partecipato agli incontri di Via Botteghe Oscure per l'assegnazione di quote-parti di torta elettorale agli uni e agli altri - ognuno s'occupa dei propri interessi, e di tutto ci si interessa tranne che di politica, come è facile riscontrare dall'assenza totale di assunzioni di responsabilità e di iniziative tranne che le autocelebrazioni dei posti conquistati nelle varie città.
Il tutto in una sorta di clandestinità, con il "movimento" gestito e trattato come una sorta di paleo-organizzazione di un gruppo di notabili e di un gruppo di apparatchik.
Un solo dogma da tutelare: accordo con il PDS, prioritario rispetto a qualsiasi altro.
Temo che in questo comportamento non vi sia che il riflesso obbligato di una forza che diventa già subalterna. E l'esclusione di democrazia, di tolleranza, di dibattito, di dialogo, e anche di lealtà è il prezzo esatto della controparte.
Vorrei chiedere, a titolo di esempio: se arrivassero avvisi di garanzia ai massimi dirigenti del PDS, A.D. assumerebbe comportamenti coerenti con quelli adottati nei confronti di DC, PSI ecc...? Inclusa la loro esclusione da candidature elettorali ?".