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Agora' Agora - 17 dicembre 1993
PANNELLA: NON SI PUO' CONFONDERE LA MIA RISPOSTA A CRAXI CON QUELLA DEL PDS, COME HA FATTO TG 5.

Il mio comunicato con il quale, parlando all'"amico Bettino Craxi", precisavo che -contrariamente a quanto da lui ritenuto- il Partito Radicale aveva nelle aule parlamentari e in altre occasioni pubbliche denunciato che i Presidenti delle Camere, in particolare l'on. Jotti, avevano tutelato le non trasparenze e le falsità dei bilanci dei partiti di regime, da noi sempre contestati, non può esser confuso con la reazione del PDS, così come TG5 e altri notiziari hanno fatto.

Chiedo che questo venga ribadito a precisato.

ALCUNI DEI PASSI DELLA CONFERENZA STAMPA DEL 17 DICEMBRE 1993

1) Ormai è da tutti acquisito che la partitocrazia ha costituito un regime. La RAI-TV ne ha costituito il pilastro, ben più -con ogni evidenza- del sistema degli appalti e delle tangenti. Questo regime è stato consociativo e la consociazione ha trovato nella RAI-TV i il suo momento di massima evidenza e forza. Se le forze d'opposizione non fossero state totalmente censurate -con le loro denunce puntuali- dalla RAI-TV di regime, la crisi della partitocrazia sarebbe scoppiata già durante gli anni settanta almeno.

2) La RAI-TV ha realizzato in modo eclatante, per un ventennio, gravissimi reati associativi, associazione a delinquere di stampo partitocratico e mafioso, sistematici attentati contro i diritti civili, politici e costituzionali dei cittadini. La sua componente comunista è stata quella che ha assicurato il massimo vigore e rigore a questa azione di netta caratteristica criminale e noi ci occupiamo di leggi e di codici; non di morale.

3) Venuti a mancare come referenti la DC, il PSI e i partiti del pentapartito l'unico che può garantire, in combutta con la magistratura, o con gran parte di essa, che non si proceda per il sistema informativo, costituzionale, politico, come si è fatto e sta facendo per il sistema economico-imprenditoriale con "tangentopoli", è il PDS. Non si tratta tanto di una volontà soggettiva del PDS, oggi, quando di una sua elezione da parte di tutto il sistema criminale della RAI-TV volta ad ottenere l'impunità, e il persistere del mancato esercizio dell'azione penale nei loro confronti. Si tratta, inoltre, di una vera e propria unità ideologica, complessa e istintiva, di un gruppo dirigente, di molte centinaia di persone, in primo luogo del settore strettamente giornalistico, che stanno fornendo uno sforzo feroce volto a pre-determinare l'esito della crisi, e i risultati elettorali.

4) Siamo in piena e totale persistenza e fragranza di illegalità. Noi chiediamo alla magistratura di cessare dal suo atteggiamento (politico) omissivo, nel senso penale del termine.

5) La linea è chiara convergente: si cerca di presentare lo scontro politico in Italia come scontro fra il PDS, forza democratica, e la Lega, forza demonizzata come antidemocratica. Il "resto" non esiste, ad eccezione di Segni, grazie anche ai suoi ondeggiamenti fra AD e DC, o viene presentato altrimenti che come rovina. Questo nel persistere dei vincoli di legge e degli indirizzi della Commissione di Vigilanza. Non devono esistere, in particolare, e per ora, Rifondazione Comunista, i Verdi: fin quando non saranno in tal modo piegati a non rappresentare un ostacolo al PDS ed alla sua egemonia. Nei confronti della Convenzione democratica, dagli antiproibizionisti, del Movimento dei Club e miei personali vige e si aggrava il vecchio, trentennale, riflesso: per i telegiornali, che restano il pilastro dell'influenza, ed i contenitori divenuti surrettizie tribune politiche ed elettorali, in particolare "Milano Italia" e (con maggiore astuzia e minore volgarità) "Rosso e Nero", siamo totalmente abrogati come è evi

dente dai dati, e negato solamente dai Curzio Malatesta e altri cortigiani del nuovo potere occhettiano.

6) L'iniziativa referendaria è totalmente ignorata dai telegiornali e dai contenitori, con alcune eccezioni di comodo. Sicchè abbiamo raccolto circa settantamila firme ai tavoli, mentre nessun cittadino, o quasi, si reca alla alle segreterie comunali e negli altri luoghi di raccolta istituzionali, essendone ignorata la semplice esistenza. Il soggetto politico referendario, nel momento in cui torna ad essere gestito manifestamente da chi

lo ha storicamente attivato e lanciato, è di nuovo abrogato.

7) Nella Convenzione Democratica, tenuta da prestigiosi intellettuali e dai massimi editorialisti della stampa scritta, la censura è stata pressocchè totale, e si è operato per evitare di farla conoscere. Mentre tutti i massimi soggetti politici del paese manifestamente ne riconoscevano l'importanza.

 
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