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Agora' Agora - 21 dicembre 1993
INTERPELLANZA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, AL MINISTRO DELLA DIFESA, AL MINISTRO DEGLI INTERNI, AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

Al Presidente del Consiglio

Al Ministro della Difesa

Al Ministro degli Interni

Al Ministro di Grazia e Giustizia

I sottoscritti

considerata la protesta gravissima cui si sono sentiti costretti i magistrati gip napoletani sia per le vergognose, criminali (letteralmente) condizioni di lavoro cui sono sottoposti sia per la manifesta opera di inquinamento dei processi e di illegittimo intervento partitico, di stampo mafioso, da sempre imperante in gran parte dei palazzi di giustizia campani e di recente univocamente volto a proteggere e favorire l'area comunista del potere e del sottopotere;

considerata l'ipoteca contro qualsiasi accertamento storico della verità della corruzione del regime partitocratico, della sovversione e della eversione contro i principi costituzionali e democratici che ha inverato, anche a livello campano, in particolare con l'inquinamento giudiziario della verità storica sull'uso e abuso del danaro pubblico in occasione del terremoto del 1980, quando Sindaco e Commissario era un esponente comunista, quando l'attuale Sindaco di Napoli era Segretario Regionale del PCI, quando l'opposizione democristiana e quella missina furono notoriamente consociate, quando il "caso Cirillo", il caso Tortora, il caso Siani, casi clamorosi e soffocati di commistione e di complicità di esponenti della pubblica amministrazione con la camorra e con le forze finanziarie, hanno costituito testo e contesto del degrado della società campana e delle sue istituzioni;

considerati anche recenti, marginali, ma eloquenti episodi quali l'attribuzione a esponenti partitocratici democristiani e dell'area di governo di accuse e denunce fatte dal più celebre ed efficace dei collaboratori di giustizia napoletani in relazione al mondo della cooperazione, in particolare "rossa",

considerato altresì che analoghi indirizzi e politiche possono essere segnalati e sembrano imperanti ovunque in Italia, con pochissime eccezioni, come ad esempio ovunque abbia operato la massima cooperativa "rossa" nel settore dei lavori pubblici, presente in quasi tutte le aree di appalti, nel mondo e in Italia, tanto da potersi icto oculi individuare la regola di spartizioni fisse fra imprese private, di area dei partiti di governo, e questo tipo di impresa;

considerate altre vicende di carattere diverso e forse ancora più gravi che hanno implicato la riuscita distruzione dei dettami costituzionali e del diritto del nostro paese, e che si esprimono con il mancato o sospetto indagare su vicende quali quelle dei rapporti fra IOR, Banco Ambrosiano, il banchiere Calvi e il PCI; quelle relative a decine di miliardi destinati in astratto al quotidiano "Paese Sera" allora di area comunista; i rapporti fra realtà ed episodi terroristici e piduisti nel periodo delle maggioranze di cosiddetta "unità nazionale" e i comportamenti istituzionali in gravissime occasioni (caso Moro, caso Giorgiana Masi, caso Ustica, caso Mino, caso D'Urso, caso Rizzoli, Corriere della Sera, "emendamento ammazzadebiti" per l'editoria,

considerata l'assoluta improbabilità che l'area tosco-emiliana, da quasi mezzo secolo a gestione di regime sostanzialmente monopartitica possa aver costituito e costituire una oasi perfetta, sia essa sola monda da qualsiasi corruzione e contiguità con il resto del paese, quale risulterebbe dall'analisi dell'opera giudiziaria e soprattutto della Magistratura inquirente;

considerato che non risulta esser avviata nessuna specifica procedura giudiziaria conseguente alle pubbliche ammissioni, da parte dei massimi vertici del PDS, di sistemi di evasione fiscale praticati nella loro area e da loro stessi;

considerato che è di pubblica notorietà che anche il CSM, come il Parlamento, e l'Amministrazione Pubblica in genere, abbia operato e operi nel contesto delle divisioni ideologiche, partitocratiche correntizie, di potere e di sottopotere - per quanto lo concerne - giudiziario in gran parte del paese;

considerato che il regime partitocratico parlamentare o non è esistito o invece, in occasione di grandi inchieste, come quelle sulle stragi, sul caso Moro, sulla P2, sulla Lockeed, ha taciuto o distorto la verità storica, e non solamente a favore dei partiti oggi condannati e, non di rado, linciati;

tutto ciò considerato e premesso

interpellano il Presidente del Consiglio, il Ministro della Difesa, il Ministro degli Interni, il Ministro della Giustizia

per conoscere le loro valutazioni su ciascuno e sull'insieme delle su poste considerazioni e informazioni;

per sollecitare risposte concrete e istituzionali alle domande ed alle attese che la semplice lettura della Costituzione e dei Codici suggeriscono, onde riaffermare o affermare la legalità, la legittimità lì dove continuano ad essere conculcate, ed a liberare la pubblica Amministrazione e il Paese stesso dal peso soffocante di profitti, rendite, ipoteche e condizionamenti partitocratici, in particolare dell'ex-Pci, e colpire i comportamenti volti a violare le leggi onde impedirlo.

Marco Pannella

Roberto Cicciomessere

Elio Vito

Emma Bonino

Marco Taradash

 
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