COMUNICATO STAMPA DI MARCO PANNELLA
2 gennaio 1994
"Il Presidente - ed il cittadino - Ciampi, non sono giunti al termine delle loro fatiche. Nemmeno il democratico ed il servitore dello Stato, che è; non che - come altri - millanti di essere.
La situazione è chiara. Occhetto, la sinistra sociologica, i blocchi sociali ed istituzionali non dissolti, ma potenziati, della partitocrazia, si pongono ad eredi ed a conservatori illuminati del disordine costituito, del vecchio "ordine" e dei suoi pseudo-valori, del conformismo al potere. Vogliono quindi che gli italiani si pronuncino non sul concreto della politica e delle forze di governo di questi 18 mesi, e dei riformatori referendari e dei liberaldemocratici non da terza o seconda pagina dell'Unità, ma sui vecchi, apolitici bidoni di "progressisti", di destra, sinistra e centro.
Caduti in questa pania, Berlusconi, Segni, Martinazzoli, Bossi stesso (ma sembra intuirlo), preparerebbero una vittoria di Pirro di una "sinistra" debole, al 30%, con tre spezzoni di minoranza del 20% ciascuno. Il caos, l'isteria, l'arrembaggio e la difesa spaventata e autoritaria, disperata...
Il Presidente Ciampi non può, nella sua onestà intellettuale, negare e negarsi il carattere assolutamente politico delle scelte e della fisionomia degli ultimi due governi della Repubblica.
Tanto più politici tanto meno partitocratici. Occorre che i cittadini siano chiamati a votare su questa politica e sui suoi sostenitori, negletti quanto coraggiosi e meritori, e sulle forze referendarie e autonomiste estranee alla storia, alla cultura, all'inseguimento delle responsabilità di regime.
Ma, in pratica, la parola in questi giorni è dei ministri, che sembrano non accorgersene. Sono essi disposti, per sopravvivere nella poltrona, a concorrere alla non-vita di un Governo surgelato, neutrale, tecnico, cioè di un non-Governo? Se no, né gli inviti finalmente scoperti di Occhetto, Né la fiducia o la sfiducia parlamentare, potrebbero dar luogo a quel che non esistesse più. Chiarisco: il Presidente della Repubblica, il Presidente stesso del Consiglio, non potrebbero limitarsi a confermare per il "disbrigo degli affari correnti" (in teoria: per le straordinarie scadenze politico-economico-sociali che dovranno essere affrontate) l'attuale squadra ministeriale, l'attuale Governo, se alcuni, pochi o molti che siano, ministri non fossero disponibili al degrado apolitico e ademocratico delle loro funzioni e della loro fisionomia.
Il resto, penso, è chiaro, tanto quanto sconvolgente l'illusoria strategia sulla quale la "politica" sembrava dovesse necessariamente giacere, ad maiorem nihil gloriam, a gloria del niente."