Roma, 6 gennaio 1994
"Vorrei chiedere pubblicamente al tandem Ripa di meana e Luca Orlando, convocatori del tavolo "progressista", se il delitto di lesa menzogna sia sufficiente per esser escluso da quel tavolo; e se il movimento referendario e riformatore dei diritti civili continui, o torni, ad esser considerato "piccolo-borghese", "peggio-che-fascista", come ai tempi, lunghissimi, ultracinquantennali, dei frontismi trionfanti.
E vorrei chiedere agli altri se e quando riterranno superata la fase della ostentazione dei loro muscoli come se si trovassero in un concorso culturista: non so se si accorgono che il ring sul quale si preparano invece a salire non ospita affato il loro "nemico", ma loro stessi.
Infine vorrei - come Diogene - cercare una persona che si interessi in coscienza del governo del proprio paese, fra i tanti che vogliono comunque occuparlo; che non gli importi solamente come oggetto delle proprie brame, e che, almeno, conoscano per intanto la nostra Costituzione, che non è ancora quella che sembrano credere, e non è cancellata come anche i più insospettabili mostrano di ritenere".