Signor Presidente del Consiglio,
"la data delle elezioni dipende dagli ebrei", denuncia oggi il giornale che più d'ogni altro sembra ritenere che questo paese è una cloaca, metà d'imbecilli e metà di disonesti e criminali; e s'adegua, con meritati trionfi.
Anche lei, temo, si sta velocemente adeguando. Alla ragion di Stato, di parte, di oligarchia. Come se non fosse il cittadino, ma il Governatore di quell'Istituto che è stato - dopo Menichella - con tutti i suoi Governatori, pilastro del regime partitocratico e mafioso, di un sistema creditizio e di gestioni e controlli delle banche letteralmente criminale, assolutamente complice del peggio. La politica monetaria, spesso felice ed autorevole, è stata la foglia di fico, e lo resta, di quel tradimento e di quella follia che avevano come alibi, appunto, un "senso dello Stato" che era invece ragion di Stato, di parte, di corporazione; cultura, in una parola.
Lei sa benissimo che votare il giorno della Pasqua ebraica è peggio che un crimine, un errore. Una cultura, anche questa. Vile. E perchè non votare, allora, il giorno della Pasqua cristiana, cattolica? Ci provi.
Avete tentato di votare il 20 Marzo. Ma la resistenza di una parte non impazzita dell'Amministrazione, dinanzi ad una decisione imprudente e frettolosa, gravida di disfunzioni e di possibili guai, non ve lo ha finora consentito.
Vi state comportando come gente che ha paura, che non ha il coraggio di confessare, forse nemmeno a se stesso, la verità.
Allora, io che fino ad oggi ho accusato i lanciatori di merda, i ricattatori di mestiere, le opposizioni irresponsabili e demagogiche, per la loro opera incivile, sfascista, e ho difeso dalla politica del sospetto i Palazzi ed il Palazzo, contro coloro che ne sono stati i padroni, e ora i denigratori, le chiedo per l'ultima volta: perchè? Perchè, non votare, come la ragionevolezza e seri motivi di responsabilità istituzionale consigliano il 10 Aprile? Cosa ve lo impedisce, e perchè volete impedirlo?
Perchè avete paura di questo Parlamento, anche solamente di una o due settimane di vita? Manifestamente gli "inquisiti" non c'entrano. Allora? La viltà e l'esagitazione, dunque, non abiterebbero ora anche i massimi Palazzi, o almeno il suo? Ha sentito anche lei la voce che circola, il programma, anzi, di coloro che sembrano godere della sua fiducia: elezioni subito, denigrazione, linciaggio, per intanto; e poi, subito, l'ignaro Borrelli for President? Non le dice nulla? Non: fascismo?
Cittadino Ciampi, viva il Parlamento!
Saluti cordiali
Marco Pannella