Cari Direttori e Amici,
quando la vostra generazione è arrivata, mi sono assunto la responsabilità di salutare il vostro arrivo come ragione di speranza, e di rinnovamento. Ho sbagliato.
Io sono tornato allo sciopero della sete, dopo molti anni; lo devo anche a voi. Grazie. Non sono affatto masochista, nè stanco di vivere. Ma rischiare la vita anzichè la morte è a volte necessario: voi lo rendere tale.
La nonviolenza presuppone comunicazione, informazione, conoscenza. Voi siete dei violenti. Miti, dolci, ma violenti.
Ho ripreso la lotta contro gli ostracismi, le discriminazioni, le menzogne, le violazioni arroganti delle leggi e della legittimità democratica. Al posto vostro. A mala pena riferite - e malissimo - e controvoglia - e in modo inintellegibile - le nostre richieste, le nostre denunce; le nostre ragioni, le oscurate totalmente. Vi sono probabilmente oscure, e voi stessi lo siete.
Il vostro mestiere, il vostro dovere, (perfino quello politico, visto che fate manifestamente dei vostri giornali anche voi una sorta di partiti: i vostri fondi sono fogli d'ordine) è quello di far conoscere quel che accade. Nel momento in cui, grazie alla nostra esistenza, alla nostra vita, che mettiamo in causa a causa vostra, riprendiamo a denunciare ed a richiedere quel che ogni giorno, per decenni, abbiamo indicato prima e con maggior chiarezza dei Di Pietro, e ve la sbrigate con poche righe, voi dite con assoluta chiarezza ai vostri lettori che noi mentiamo, che noi sbagliamo, che non è vero nulla.
Altrimenti, se fossero veri gli ostracismi della RAI-TV contro i referendum, al punto da metterli a morte, le violazioni continue reiterate dei doveri e degli obblighi di legge, voi non vi limitereste a censurarci, o indicare chiaramente la nostra azione come marginalissimo episodio di costume o di malcostume.
Li avreste denunciati, illustrati, provati voi. I vostri Bobbio e Vattimo, i vostri Valiani e Vertone, ma sopratutto i vostri titoli; le vostre inchieste li avrebbero battuti.
Invece voi praticate in modo ideologico, automatico, irresponsabile la più assoluta complicità con tutto questo. Peggio, se me lo consentite, dei vostri predecessori. Se devo scegliere una compagnia, oggi, preferisco alla vostra quella degli Andreotti, dei De Lorenzo, dei Craxi. Loro hanno cessato di poter far del male al nostro paese e rischiano di esser vittime dei loro eredi, così simili a loro. E preferisco, anche, Scalfari e la sua scuola, come la scuola dell'"Unità", dei "Paese Sera", di via Botteghe Oscure e dintorni.
Ho sete di chiarezza, di un minimo di limpidità.
I migliori saluti
Marco Pannella