Roma 21 gennaio 1994
MANCINO DEVE RISPONDERE DI UNA IMPERDONABILE RESPONSABILITA'':
NON HA CONSENTITO "TRIONFI" DELLA CRIMINALITA' COSI' PREZIOSI PER...
"Ora lo sfascismo plebeo e antiliberale potrà di nuovo fare i suoi titoli di prima, anche sui più "dignitosi" dei quotidiani. Che cosa resti, in Italia, di Stato di diritto, potranno spiegarlo solamente i falsi maestri che occupano quasi sempre cattedre (i precedenti sono dimenticati? Solo 2 Professori d'Università rifiutarono di giurare fedeltà al Duce) e le scuole radiotelevisive e giornalistiche del regime.
Abbiamo gridato per anni, e fino all'ultimo, che nel regime di follia dell'obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale, il dare a semplici avvisi burocratici di garanzia per un eventuale indagato valore negativo e addirittura di condanna all'abbandono delle proprie responsabilità avrebbe significato la messa in opera di un meccanismo infame e distruttivo per la società e per lo Stato.
Abbiamo gridato, nell'aula di Montecitorio, e i verbali lo attestano, oltre sei mesi fa, che era inevitabile attendersi, in tale contesto, che Ministri, Governanti a vario titolo, e perfino o in primo luogo il Presidente della Repubblica, sarebbero stati oggetto di questa infamia voluta in primo luogo dai fanatici e demagoghi, ex-corrotti e ex-corruttori, e recepita contro la nostra solitaria opposizione.
Benissimo quindi ha fatto il Presidente Ciampi a respingere immediatamente le dimissioni del Ministro Nicola Mancino. Sfascisti, criminalità politica e comune, destabilizzatori e vili di ogni risma potrebbero cominciare così a ritenere che il loro gioco progressista e virtuoso non è necessariamente vincente alla prima mossa.
Ed è l'ora (Presidenza della Repubblica di Borrelli o dei Caponnetto che P. Scalfari, P.CI, vogliamo imporre) di dire alto che le prime, urgenti riforme sono quelle che diano all'Italia una configurazione di Stato di diritto, e non di repubblica giustizialista delle banane.
Mancino, d'altra parte, una responsabilità, di sicuro, l'ha avuta: quella di non poter consentire alle "opposizioni" (oggi in procinto di gestire anche ufficialmente potere e prepotere) di speculare ignobilmente sui "trionfi" della criminalità.
E i magistrati romani - e no - non trovano ovviamente tempo e ragioni per uscire dall'illegale, sistematica, criminale emissione di intervento a carico della jattante sfida alla legge ed allo Stato che viene dalla RAI-TV. Sempre fedele.