DICHIARAZIONE DI MARCO PANNELLA
Roma, 25 gennaio 1994
"Quando si accetta l'invito ad una conferenza-stampa e le prime due domande ignorano totalmente quanto ascoltato e le regioni stesse della conferenza-stampa, tanto più in un quadro di ostracismo ultratrentennale che torna jattante e padronale, è bene che si denunci l'assoluta mancanza di correttezza di queste procedure, e le si interrompa, richiamando al tema che tenta di abolirlo, tanto quanto il soggetto.
La cafonaggine con la quale, in questi trent'anni, il 90% dei giornalisti ufficiali, tanto quanto i politici ufficiali del regime, ne sono stati fondamento, s'aggrava oggi, in cui si può temere che l'assalto finale e definitivo per rilanciarlo può non avere successo.
La canea trionfante con la quale, per la prima volta in questi anni, sono divenuto addirittura oggetto dell'editoriale di apertura di un Telegiornale della RAI-TV, facendo seguito alla campagna di sovversione di ogni legalità e di ogni norma che regola il servizio pubblico e la stessa deontologia giornalistica, dà un clamoroso preannuncio di quel che si sta cercando di realizzare, con l'avallo di elezioni in ogni modo truccate, ed in nome del progresso.
La FNSI, i giornalisti parlamentari, USIGRAI oggi scendono in campo ufficialmente e con i toni arroganti del potere, continuando a difendere come un sol uomo, da corporazioni di regime quali sono state e sono, contro la verità, la menzogna, contro il diritto, l'ostracismo, la discriminazione, la censura e la violenza.
Non ho cessato di dirlo per trent'anni, non ho motivo di aver paura oggi di continuare a farlo".