Roma, 25 gennaio 1994
Il decreto legge del Governo in materia di raccolta e deposito delle richieste di referendum affronta in modo equilibrato il conflitto che inevitabilmente si crea tra scioglimento anticipato delle Camere e diritto dei cittadini al referendum.
Già due anni fa, proprio per i referendum elettorali e gli altri quesiti su cui si è votato il 18 aprile 1993, il Presidente della Repubblica si impegnò pubblicamente a non sciogliere - e in effetti non sciolse - le Camere fino al completamento della raccolta delle firme e al loro deposito presso la Corte di Cassazione.
Nel presente caso, il decreto del Governo estende di pochi giorni la raccolta e l'autenticazione delle sottoscrizioni, fino al 27 gennaio, cioè 60 giorni prima delle elezioni. Viene così pienamente rispettata l'esigenza di evitare una sovrapposizione tra raccolta delle firme per i referendum e la campagna elettorale i cui primi adempimenti iniziano 45 giorni prima delle votazioni (e forse sarebbe più opportuno stabilire questo termine certo per il deposito delle richieste di referendum anziché quello della data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali che può discrezionalmente variare tra il 70· e il 45· giorno prima delle elezioni).
Per questi motivi, a prescindere dal contenuto dei quesiti referendari e dal nostro giudizio su di essi, invitiamo ad approvare il provvedimento del Governo in modo da non vanificare il diritto al referendum esercitato da un così elevato numero di cittadini - oltre 700 mila, per un numero complessivo di 9 milioni di sottoscrizioni autenticate e certificate - in un periodo di tempo di soli due mesi anziché di tre, come previsto solitamente dalla legge.
GIUSEPPE AYALA
ENZO BIANCO
MARCO BOATO
GIORGIO DE GIUSEPPE
OTTAVIANO DEL TURCO
FRANCESCO D'ONOFRIO
GIANCARLO GIGLIO
OTTAVIO LAVAGGI
INDRO MONTANELLI
FEDERICO ORLANDO
ANGELO PANEBIANCO
MARCELLO PERA
FRANCO PIRO
CARLO ROGNONI
MARIO SEGNI
CHICCO TESTA
GIUSEPPE ZAMBERLETTI