I deputati Tiziana Maiolo (Gruppo Misto) e Marco Taradash (Lista Pannella) hanno dichiarato:
"Ben venga la dissociazione dei camorristi annunciata da monsignor Riboldi, vescovo di Acerra. Sarebbe la prima volta che l'abbandono di attività e organizzazioni criminali avviene in modo spontaneo da parte di persone ancora libere e non indotte a falsi e interessati pentimenti ad arresto avvenuto.
Di fronte a questo fatto, lo Stato deve essere in grado di assumere iniziative, politicamente coraggiose e nell'ambito della più stretta legalità, che possano incrinare la potenza delle organizzazioni criminali ripristinando lo Stato di diritto.
Non occorrono altre leggi speciali, né sconti di pena, né altre istigazioni al "pentimento". Al contrario è più utile in questo momento -mentre anche il procuratore capo Vigna esprime dubbi sull'utilità di certi collaboratori di giustizia- andare incontro alle offerte di dissociazione attraverso il ritorno a un "normale" codice di procedura, disinquinato dalle norme speciali.
Il recupero del Meridione al diritto, al mercato, al benessere e alla legge è certamente uno fra gli interessi prioritari nazionali. Discutiamone dunque, a partire dall'iniziativa di Don Riboldi. Non si comprende come si possa respingere a priori - ponendo condizioni impossibili, come fa Luciano Violante - una ipotesi che consente di ridurre immediatamente l'aggressione criminale nei confronti dello Stato e che può evitare al Meridione una ulteriore militarizzazione della politica contro il crimine, di per sé poco compatibile con il rilancio dell'economia e della politica sociale.