Roma, 10 febbraio 1994
"I grandi organi di stampa, nobili e seri, come "La Stampa", di intellettuali di sinistra impegnati, tanto per fare un esempio, non hanno scritto un rigo sulla mia proposta, fatta a Berlusconi, Bossi, Martinazzoli, Segni, ovviamente includente gli Amato e gli Zanone, socialisti non frontisti, laici, riformatori, referendari, sostenitori determinanti per l'elezione di Rutelli (come Segni e chi scrive), per evitare che Roma giochi il suo destino politico ed elettorale con una sorta di "rivincita" delle elezioni di dicembre e non pretenda di assumere nell'area "liberaldemocratica" nč Fini nč Cossutta, e nemmeno Orlando e Ingrao.
E' la solita storia. Le idee, le proposte non etniche, non di mera appartenenza, che si tratti di quei giornali, o dei convertiti alla Deaglio, di Milano-Italia, dei telegiornali tutti ormai a tendenza RAI-TV (se no, sono scomunicati e fascistizzati), alla Santoro, che segna la rivincita e la conquista del paese da parte della cultura di "Servire il popolo", dei tartufi che hanno ormai deliberato che all'infuori dell'etnia serbo-progressista non vi sia possibilitā di salvezza, non esistono, non debbono esistere.
Non ci rassegniamo. A differenza degli anni di piombo, nei quali dalle televisioni non si aveva altro che telegiornali e "tribune politiche", dobbiamo pero' fare i conti con una stampa in gran parte uniforme, e minoranze di "opinione" sfascista, e con intere giornate e serate invase dalla "politica".
Non abbiamo ricevuto ancora risposta da nessuno dei nostri interlocutori prescelti. Sappiamo che, tendenzialmente, la tendenza suicida dell'isolamento si sta affermando in "Forza Italia", e ce ne spiace molto; dall'ambiente attorno a Mario Segni v'č una forte spinta di adesione, con conseguente irreperibilitā del nostro amico; attendiamo specie da Martinazzoli una presa di posizione.
Sia ben chiaro quel che propongo: a Roma dovrebbero presentarsi - sotto egida liberaldemocratica - alle elezioni "uninominali" - Martinazzoli e Segni, Berlusconi e Amato, Bossi e ..... Pannella, laici e verdi-laici (ce ne sono), intellettuali della Convenzione democratica.
Sarā pure difficile. Ma il resto, ci appare, francamente, impossibile, sul piano del decoro politico e civile. Da come vanno le cose c'č poco da esser ottimisti. Ci vogliono proprio soli. In genere, egoisticamente, č quanto per noi č stato meglio.