Bruxelles 24 febbraio 1994
Dichiarazione di Marco Taradash, eurodeputato antiproibizionista:
"Il Parlamento Europeo, con una decisione contraddittoria se non paradossale, ha respinto questa mattina la risoluzione in materia di politica sulla droga dopo che alcuni emendamenti dal carattere fortemente conservatore ne avevano modificato alcuni punti molto importanti. Occorre quindi prendere atto sia del successo degli emendamenti a sostegno della politica proibizionista sia del voto definitivo contrario a questi emendamenti espresso dalla maggioranza del Parlamento. Questo comportamento contraddittorio indica che il Parlamento Europeo è profondamente diviso e che occorre riaprire subito, anche a livello delle istituzioni europee, il confronto fra proibizionismo e antiproibizionismo.
Del resto lo stesso Parlamento ha confermato oggi questa necessità, con il voto favorevole espresso su due punti essenziali: da una parte la convocazione di una conferenza internazionale, da tenersi nel 1995, per l'analisi dei metodi fin qui seguiti e l'eventuale modifica della strategia proibizionista, dall'altra la richiesta di revisione delle convenzioni ONU che regolano oggi la politica internazionale sulla droga.
Cio detto, occorre aggiungere che in nessun caso il Parlamento avrebbe oggi approvato la mia risoluzione, anche se fosse giunta a buon fine col rigetto di tutti gli emendamenti di tenore proibizionista. Infatti, su pressione del gruppo italiano del PDS, che fa parte del gruppo socialista, questa mattina il gruppo socialista aveva modificato l'indicazione di voto finale, passando da quella favorevole a quella di astensione. Questo per il semplice motivo che l'autore del rapporto è oggi candidato in Italia in una lista e in uno schieramento che si contrappone a quella del PDS.
Per meglio chiarire: i deputati europei del PDS avevano questa mattina deciso di far bocciare in ogni caso, e in particolar modo se il testo approvato prima del voto finale fosse stato quello da me presentato, la risoluzione a firma Taradash. Avevano deciso, in altre parole, di sacrificare la politica in cui affermano di credere, vale a dire la scelta antiproibizionista, e quindi la speranza di dare efficacia alla lotta contro la mafia, contro l'emarginazione, contro la tossicodipendenza, sull'altare della liquidazione di un avversario elettorale (quale calcolo, e quale calcolo imprevidente!). In tal caso, se il testo approvato prima del voto finale fosse stato caratterizzato da forti contenuti antiproibizionisti, la sconfitta sarebbe stata più grave e decisiva. Per colpire un uomo, il rinnegato Taradash, si era scelto di colpire al cuore l'antiproibizionismo. Emerge da questa decisione la cultura profonda dello stalinismo, rimasta, contro ogni mia e nostra speranza, il riflesso condizionato di una parte imp
ortante dei vertici del PDS."