Roma, 16 marzo 1994
COMUNICATO STAMPA
Come era facilmente prevedibile, e come noi abbiamo in effetti segnalato in un nostro comunicato lunedì scorso, pareva, in diritto, tecnicamente impossibile per l'ufficio G.I.P. di Milano accedere alla richiesta di arresto formulata dalla Procura per Marcello Dell'Utri e gli altri dirigenti di Publitalia accusati, a quanto si apprende dalla stampa, di falso in bilancio, un reato per il quale, come avevamo già detto, nessun G.I.P. si sognerebbe mai di disporre un arresto cautelare.
E' andata male, malissimo, dunque, la campagna politica e di stampa scatenata su questo caso, in particolare dai progressisti di varia obbedienza, pronti e all'erta per dilettarsi sulla eventuale traduzione in cella dei compagni di strada del cavalier Berlusconi.
Malissimo per Repubblica, in particolare, che apriva così la prima pagina giovedì 10.
"Mani pulite sulla Fininvest, richiesta d'arresto per Dell'Utri: oggi il G.I.P. decide se arrestarlo", e poi continuava, severa, con un titolone in seconda "Dell'Utri si ferma sulla soglia del carcere", insistendo il dì seguente, dopo le polemiche scoppiate sul caso, affermando decisa "non vengono ritirate le richieste di custodia cautelare per il capo di Publitalia e gli altri manager". (chissà poi perché avrebbero dovuto esser ritirate solo 24 ore dopo esser state formulate).
Quale sarà il titolo di Repubblica invece in questa circostanza: avrà lo stesso risalto dei primi? farà risaltare col giusto rilievo il passo falso eventualmente compiuto chiedendo una misura sproporzionata ai reati contestati a Publitalia?
Sbatterà il mostro nuovamente in prima pagina, ma questa volta per informare che le previsioni di Repubblica non si sono avverate?