Soltanto un ministro degli interni irresponsabile potrebbe dare ascolto a voci di fonte non precisata (forse i successori di Malpica e Broccoletti ai fondi riservati del Sisde?) e indicare, alla vigilia di una tornata elettorale della cui regolarità è il formale garante, alcune liste come destinatarie dei voti di mafia. Poiché Nicola Mancino irresponsabile non è, la sua uscita di oggi su Repubblica contro Forza Italia e liste minori ha semplicemente il significato di una prudente iscrizione ufficiosa alla mafia partitocratica presunta vincente dei codiddetti "progressisti", capeggiati in Sicilia da quel Luciano Violante che già si era esibito su analogo tema. Che bella prospettiva quella di un regime che sostituisce alla bandiera "democratica e antifascista" quella "democratica e antimafiosa", con Mancino agli Interni e Violante alla Giustizia. Che bella prospettiva veder succedere al fascismo degli antifascisti la mafia degli antimafiosi.