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Agora' Agora - 12 aprile 1994
"RISPOSTA APERTA AL PROF. GIOVANNI SARTORI, E DUE PAROLE SUL TETRAGONO MALCOSTUME DEL 'CORRIERE'".

"Anche oggi - e torno a ringraziarlo - il prof. Sartori evoca nel suo articolo di fondo per "Il Corriere della Sera" la mia esistenza e sollecita mie risposte. Poiché il quotidiano che ne ospita da anni proposte e polemiche, stimolanti e opportune, ha insistito e insiste - tetragono - nel malcostume di non consentirmi né risposte, né precisazioni, né dialogo, malgrado che Giovanni Sartori quasi puntualmente (temporalmente parlando) mi fa l'onore della sua pubblica attenzione; poiché il direttore del giornale, pur privatamente amico, continua da una settimana a rifiutare anche solo lo scambio di qualche parola al telefono, com'è suo diritto, ma impedendomi la possibilità di compiere un per me elementare atto di cortesia e di correttezza, dati i nostri rapporti, e le rispettive funzioni, rispondo con queste "frasi aperte":

1) Sono assolutamente d'accordo sul Presidenzialismo; quale - con massima chiarezza - egli lo evoca; lo sono sempre stato.

2) Se devo scegliere fra un sistema che non può, malgrado tutto, preventivamente assicurarmi sulla omogeneità politica fra Presidente (presidenzialista) e Parlamento, e un altro che nel contesto storico italiano riproduca partiti e partitini più o meno tradizionali, oltre a serbare i loro privilegi all'ex-PCI, all'ex-MSI, e magari all'ex-DC, e il loro peso sulle istituzioni e nella società civile, scelgo, ed ho scelto da sempre, il primo rischio e il primo problema.

3) Ragionare per modelli, e approssimazioni successive nel modellarli sul corpo, mi pare ancora un buon apporto e di studio e di evocazioni ideali e politiche. Sembra che non lo si possa fare da quando i due "modelli", quello "fascista" e quello "comunista" sono passati di moda. Ed invece insisto nel farlo. Il "modello anglosassone americano" è quello che dobbiamo e possiamo, se necessario ossessivamente perché non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire, proporre al nostro paese ad alla nostra classe dirigente di adottare.

E', oltre tutto, il miglior modo per tentare di sconfiggere i modelli italioti di partito, di sbarazzarne il campo, e di costituirne di veri, liberi, democratici, esili e "elettorali".

4) Fra federalismo "americano" e confederalismo "svizzero" (e dissolvente anche ogni possibilità di Stati Uniti d'Europa, oltre che di Stato (federale italiano), o novismi provinciali e presuntuosi, ancora una volta, è sul primo che occorre urgentissimamente indirizzarsi, e realizzarlo.

Pannella

 
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