Comunicato di Marco Pannella
"La jattanza con cui la Voce Repubblicana continua a distribuire voti e bocciature, anatemi e sarcasmi, a ergersi a organo degli onesti, dei saggi, e dei capaci, trattandosi di stampa clandestina (a rigore vietata dalla legge), è pari al credito ed alla forza professionale, politica, civile dei quali gode.
Noi non abbiamo nessun motivo egoistico per difendere Emilio Fede dall'ordine di licenziamento che la Voce (sfiatatella) da a Berlusconi contro di lui. Basterebbe confrontare i notiziari di questi ultimi giorni, e constatare come per Fede siamo tutt'al più un contenitore di notizie che lo appassionano.
Ma occorre riconoscere che Emilio Fede - operando in una rete privata e non di servizio pubblico - fa benissimo il suo mestiere. Egli non è tenuto all'"imparzialità", né alla compiutezza dell'informazione. Le notizie che egli presceglie, illustra, commenta sono tali. La sua appassionata soggettività, la sua appassionata parzialità servono molto l'informazione e la formazione di giudizi democratici da parte degli utenti, dei cittadini, proprio per la loro evidenza, per la loro lealtà, perché contengono in se stesse gli anticorpi in ci le riceve, il loro riflesso critico.
Quando dal duopolio e dalle "autoregolamentazioni" attuali si passerà alla rivoluzione del mercato, e il servizio pubblico sarà tale, Emilio Fede continuerà a meritare ascolto e rispetto, e gli ineccepibili, imparziali, neutrali, aperti, indiscussi mezzi-busti di regime dovranno - per restare in sella, anche delle classifiche - mutuare non poco da lui.