PAROLE CHIARE A BOSSI: E' L'ORA DI SMETTERE DI ESSERE NEMICO SOLAMENTE DEGLI AMICI, DI BATTERE IN ARROGANZA PERFINO IL CRAXI DEL 14% (CON L'8%), DI NON AVERE PAROLA DA MANTENERE, DI AVERE PER BIRILLI DA ABBATTERE BERLUSCONI E PANNELLA.
Dichiarazione di Marco Pannella
"Da oltre sei mesi, spessissimo, sono e siamo stati oggetto di attacchi personali e politici, da parte di Bossi e - ora - di Maroni, di Speroni e di altri. Federalisti convinti, uniti nella campagna referendaria, uniti - ancora - nella scelta del sistema elettorale antipartitocratico dell'uninominale ad un turno, da un atteggiamento convergente durante la campagna elettorale nei confronti della promozione del Polo del Buongoverno da intesa tecnico-elettorale a piena intesa politica (premiata, poi, dal giudizio dell'elettorato), per tutto questo, dunque, non abbiamo mai risposto.
Ritenendo che la scelta di Irene Pivetti (unica parlamentare italiana, non solamente oggi, ma da decenni, attestata su posizioni lealmente, ufficialmente, puntualmente, antiliberali, antitolleranza, oltre che anticonciliari), non fosse la più opportuna, lo abbiamo detto, e abbiamo tentato, fin quando v'è stato tempo utile, di approfondire insieme quella candidatura. Siamo stati insultati, ma non abbiamo risposto con insulti, solamente con documentazioni; tagliando l'erba sotto i piedi ai demagoghi ed agli sfascisti, cultori della politica del "tanto peggio tanto meglio". Nei giorni scorsi ho difeso la Presidente Pivetti, come è stato poi dimostrato dalla comunicazione - che io avevo sollecitato - di quel che aveva effettivamente detto al personale della Camera, ben diverso da quello che le era stato attribuito e che rischiava di restarlo senza il mio intervento.
Per tutta risposta, di nuovo insulti, arroganze, comportamenti da "nuovi ricchi" che ostentano le patacche d'oro del loro potere, vero o presunto che sia.
Mi sembra ora giunto il momento per dire a Bossi che non è possibile andare avanti così, nemico soprattutto degli amici, nemico soprattutto di Berlusconi - e di Pannella -, ammiccante "a sinistra" per grotteschi e pericolosi "giochi di sponda", scavalcando a destra e rispettando solamente coloro che aveva a lungo insultato come "fascisti", "centralisti", "assistenzialista", contro i quali aveva pronunciato e giurato: "mai insieme!", anatemi e veti; nemico dei federalisti, degli antipartitocrati, dei liberaldemocratici, (non da oggi o ieri, ma da una vita). E' vero: l'irresponsabilità, il ricatto hanno finora mostrato di poter essere convenienti: con l'8% dei voti (e il 3,6% nostro) ha una marea di parlamentari. Non è ragione per battere Craxi, in arroganza.