Roma, 4 maggio 1994
Il deputato Riformatore Marco Taradash (vicepresidente del Gruppo Forza Italia) ha dichiarato:
"Le critiche, garbate ma precise, mosse oggi, in una intervista alla Stampa, da Antonio Martino agli indirizzi di politica economica che vanno emergendo dalle consultazioni del Presidente incaricato, non devono essere lasciate cadere nel vuoto.
Nessun vuol mettere in discussione l'accettazione e il rispetto degli accordi di luglio sul costo del lavoro. Ma occorre da subito affermare l'intenzione di voltare pagina e rinnegare con decisione il ruolo interventista dello Stato nell'economia e all'interno del confronto sociale. Occorre quindi proclamare con chiarezza che il Governo d'ora in avanti non sarà più protagonista di concertazioni sociali e che non scaricherà più sui contribuenti e sui disoccupati il costo della cosiddetta pace sociale.
Questa - di liberare la società dal peso burocratico dello Stato e dei partiti, di ridurre drasticamente la spesa e il debito pubblico, di restituire a lavoratori e imprenditori la libertà di associazione e contrattazione, di offrire speranze concrete ai giovani in cerca di prima occupazione - è la scommessa politica che ha portato Berlusconi e la sua maggioranza al successo.
Antonio Martino è stato e resta il garante, di fronte all'opinione pubblica e agli elettori, di questa promessa e di una svolta liberista che appare oggi rimessa pericolosamente in questione. Una sua emarginazione di fatto dal governo dell'economia apparirebbe perciò incomprensibile. Occorre invece che Martino, insieme alla fiducia della maggioranza e del presidente del Consiglio, ottenga gli strumenti di Governo necessari per guidare una svolta economica assolutamente indispensabile per il rinnovamento sociale e civile del paese".