Roma, 5 maggio 1994
E' URGENTE SALVARE - SE SI E' ANCORA IN TEMPO - L'OBIETTIVO DI UNA MAGGIORANZA E GOVERNO RIFORMATORI O AVREMO UN DEBOLE - E QUINDI PERICOLOSO - GOVERNO TRADIZIONALE E "DELLE DESTRE".
"La prospettiva di una grande maggioranza e di un grande Governo innanzitutto riformatori, in direzione radicalmente liberale e liberista da una parte, e federalista democratico, dall'altra, sembrerebbe scomparire rapidissimamente dall'orizzonte italiano.
Questa prospettiva, a nostro avviso, è quella che ha destato forza e speranza in occasione delle elezioni del 27/28 marzo, contro il continuismo, l'intolleranza, il sostanziale conservatorismo del grande blocco sociale e politico che "i Progressisti" avevano costituito o dei quali erano l'espressione.
Temiamo fortemente che l'evolversi, o l'involversi della situazione stia compromettendo tale prospettiva, che abbiamo concorso a creare e che resta più che mai, nelle difficoltà presenti, un obiettivo al quale teniamo con forte determinazione.
Il corso delle cose mostra che sono stati da molte parti probabilmente compiuti alcuni comprensibili errori di sottovalutazione della complessità e delle ambizioni connaturate, e essenziali, al disegno riformatore e liberaldemocratico suffragato dal paese.
Solamente tornando ad elevare il livello di confronto e di dialogo si può ancora sperare di raggiungere l'obiettivo, e scongiurare il rischio di un esito sostanzialmente tradizionale e debole della crisi. Anche nelle soluzioni formali occorre maggiore adeguatezza: ad esempio una vicepresidenza del consiglio incaricato della riforma del mercato, e del coordinamento delle politiche dei ministeri economici e finanziari.
L'inizio della legislatura; il caratterizzarsi di un asse, quotidianamente sempre più stretto ed evidente, anche se non necessariamente voluto, fra "Forza Italia" e il "MSI-Alleanza Nazionale"; la scomparsa come interlocutore dei Riformatori e di quanti possono ad essi esser ricondotti o avvicinati; la marginalizzazione di qualsiasi dibattito programmatico essenziale al costituirsi di una maggioranza riformatrice, la ventilata destinazione di grandi attori della campagna politico-elettorale in posizioni non coerenti; questo e altro sembra legittimare o consigliare una urgente riflessione critica a tutti. Può e deve essere evitato anche il costo che l'Italia sembra esporsi a pagare sul fronte internazionale. L'episodio - ad esempio - che segna il possibile rovesciamento dei rapporti storici fra il Parlamento Europeo e l'Italia, fin qui Stato di riferimento di tutti i federalisti e europeisti, non può esser addebitato unicamente a quel "Parlamento della vergogna e del tradimento" che Pannella, in Aula, a Stra
sburgo, ben prima che la mozione sull'Italia fosse approvata, ha denunciato e radicalmente contestato, nell'ascolto rispettoso di tutti.
I Riformatori opereranno per assicurare un apporto di unità e di riforma fino all'ultimo secondo utile. Sperando di non dover attendere ancora una volta il domani perché si riconoscano le loro ottime ragioni nell'oggi".