Roma, 16 maggio 1994
"Nel Governo, nella maggioranza, nelle opposizioni, a cominciare da quella che sembra tuttora inchiodata alle radici stesse della sconfitta storica della Sinistra, vi sono sicuramente forze e personalità riformatrici (e non "riformistiche", che è ben altra cosa) di sinistra o di destra radicalmente liberali, libertarie e, per oggi, liberiste, federaliste, referendarie (e non di una brevissima stagione), che sono legate al movimento dei diritti civili, umani, dei radicali, e non quali eredi del fascismo (che ripudiano) ma delle posizioni reazionarie ed oscurantiste, in tema di aborto e divorzio, droga, leggi e decreti Reale e Cossiga, Vassalli e Violante, ecc...
Come avevamo esplicitamente indicato nelle campagne elettorali noi abbiamo come obiettivo e come capacità dimostrata in molte circostanze di federare, di unire queste forze, malgrado e contro le logiche etniche e di appartenenza, quelle vecchie e quelle in rapida formazione.
Silvio Berlusconi ha pubblicamente e con molto vigore, in passato, anche molto recente, indicato anche lui in questa prospettiva la "nuova frontiera" civile, politica, sociale, riformatrice in una parola, di centro motore di una rivoluzione istituzionale e liberale, da perseguire.
Le circostanze hanno fatto sì che egli si ritenesse per ora costretto a scelte diverse, più facilmente collocabili a destra, ed a una destra italiana di questi ultimi decenni.
L'obiettivo riformatore, di rivoluzione democratica, liberale e federalista, è oggi più che mai da perseguire con determinazione ed ottimismo. E non vi è chi non veda che attraverso l'apporto convergente di forze e personalità proveniente dalle aree sia della vecchia sinistra, sia della "nuova" destra verso le "Liste Pannella-Riformatori" alle elezioni europee che si potrà puntare ad un altro Governo, questo si di legislatura, un Berlusconi II (è noto che eletti riformatori, per intanto, voteranno senza problemi ed in modo automatico per il Berlusconi I), espressione della "nuova frontiera", della Riforma.
Fra alleanze sempre più strette a destra e di destra, da una parte, e il persistere dei "progressisti" nella palude sciagurata dell'intolleranza, dell'arroganza, e della sconfitta, AD, VERDI, PSI, PDS, Intellettuali-che-sanno-tutto (sempre fuori tempo massimo) il voto riformatore resta la via maestra per i democratici