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Agora' Agora - 18 maggio 1994
INTERVENTO DI STANZANI (17.5.94) IN AULA PER IL DIBATTITO SULLA FIDUCIA

Signor Presidente del Senato, Signor Presidente del Consiglio, Colleghi Senatori!

Ancora oggi dalla stampa internazionale - e dalla più qualificata e autorevole, spesso - si rovesciano contro di noi menzogne, vere e proprie aggressioni, disinformazione: il neo-fascismo, l'avventurismo, una sorta di neo-peronismo, una pericolosa telecrazia - si dice - s'affermano oggi a Roma e rischiano di tornare a dilagare come contributo italiano alle sventure del mondo, della democrazia e delle libertà.

A partire da tesi letteralmente ottuse e ignoranti sul significato e sul valore di due norme transitorie e finali della Costituzione, senza alcuna ombra di dubbio giuridicamente esaurite, superate e prive di qualsiasi valore legale, come affermiamo ormai da vent'anni da antifascisti intransigenti e liberali, non quelli che lo furono in nome e per conto di sistemi e di valori altrettanto antidemocratici, totalitari, sterminatori di libertà e della vita di popoli interi,

a partire - dunque - da una falsa notizia (poichè è vero solamente che noi, noi ci accingiamo nell'altro ramo del Parlamento, una volta di più, a prendere iniziative atte a reintegrare pienamente anche su quei due punti, il divieto di ricostituzione del partito nazionale fascista, e l'interdizione ai discendenti maschi dei re di Casa Savoia, il ripristino di norme compatibili con lo stato di diritto) si torna ad agitare il pericolo fascista per l'Italia e per il mondo, conseguente alle scelte elettorali e politiche compiute dagli elettori italiani il 27 e 28 marzo 1994.

Avallate, a posteriori, da misure del Ministro degli Interni che assolutamente non condividiamo nei confronti del Prefetto e del Questore di Vicenza per non aver essi pregiudizialmente vietato la manifestazione dei cosiddetti naziskin, si sono aggiunte allarmistiche e controproducenti speculazioni, a completare il quadro.

Ci si consenta, allora, di affermare qui, a nome della nostra storia, delle nostre battaglie di libertà, di diritto, di giustizia, di onestà, che questa stessa stampa internazionale è stata senza riserve, unanime, per un quarantennio, dalla parte del regime partitocratico, dalla parte della corruzione, contro coloro che li combattevano. Abbiamo pagato caro, noi antifascisti liberali, libertari, federalisti, l'omertà contro i diritti democratici, contro la giustizia, contro lo Stato di diritto. Questa loro scelta di campo, il loro ostracismo, il loro disprezzo per quanti nel popolo e per il popolo italiano hanno condotto le battaglie per i diritti civili ed umani, per risparmiare al nostro paese, l'onta ed il disastro che oggi tutti riconoscono esservi stato.

Noi, noi possiamo incriminare loro, non loro noi. Sia ben chiaro.

Lei, Signor Presidente del Consiglio, non ha voluto o non ha potuto - grazie anche ai veti di Alleanza Nazionale e della Lega Nord, - rimuovere la feroce "conventio ad escludendum" che contro di noi (già parlamentari e militanti del Partito Radicale, e oggi "Riformatori" e del Movimento dei Club Pannella) il regime e tutti, dico tutti, i partiti della partitocrazia, hanno realizzato e realizzano.

Le diamo atto di averne espresso pubblicamente ed a più riprese il desiderio. Ma è chiaro che le sue scelte politiche concrete ed attuali non glielo hanno consentito. Peccato!

L'Italia, la maggioranza, ma anche tutto il Parlamento avrebbero avuto maggior forza per superare i danni che questa costosa immagine causa, ed il loro costo, che era facile prevedere, e possibile evitare.

Era sua intenzione, convergente con la nostra, e con la nostra storia, caratterizzare questo Governo come riformatore, innovatore, non come presa del potere da parte delle destre - come dicono - per la prima volta dopo il fascismo. Non lo ha fatto. Occorrerà farlo. Opereremo, lotteremo per questo.

Le sue dichiarazioni programmatiche sono - senza ombra di dubbio - di stampo liberale.

Anche liberista. In modo più netto di quanto non lo sia l'assetto del Governo stesso, che pur anch'esso lo è.

Per questo, ma ancor più per la fiducia personale e politica che le serbiamo, sia in questo ramo che nell'altro del Parlamento, non abbiamo alcun dubbio nel votare la fiducia che ci viene richiesta.

Comprendiamo e accettiamo la sua scelta di dichiarazioni programmatiche d'ordine generale, tranne alcune positive eccezioni. Ma proprio per questo attenderemo ora il seguito. Come lei sa noi le chiediamo di optare subito, chiaramente, tagliando i nodi gordiani partitocratici che tendono a riaffermarsi in questo secondo - e speriamo ultimo - tempo del regime, per una grande Riforma istituzionale e politica prefigurata nei referendum da noi promossi e che si terranno nella prossima primavera. Repubblica presidenziale, federale, con elezione uninominale maggioritaria ad un solo turno dei parlamentari, dei governatori delle nuove regioni, dei sindaci.

Non a caso il collega Mancino, uno per tutti, chiede il salvataggio o la realizzazione, comunque, di una legge elettorale che ridia forza e continuità ai partiti all'italiana, dei quali il PDS e Alleanza Nazionale costituiscono oggi esempio e potere, e che - se lei non sarà immediatamente vigile e molto attento - costituiscono il modello verso il quale naturalmente e velocemente tenderanno anche le altre forze di questa Assemblea.

Per terminare, Signor Presidente, Colleghi Senatori, Signor Presidente del Consiglio: siamo in pieno periodo elettorale per le elezioni europee. Torniamo a denunciare che la parità di condizioni, la libertà ed il diritto dei cittadini e degli elettori di conoscere per scegliere e deliberare sono oggi più che mai, ripeto; più che mai, messi in causa e negati.

Noi siamo consapevoli che questo Governo, lei stesso, potranno compiere scelte coerentemente e fortemente riformatrici se dal paese sarà data maggior forza alle nostre liste, alla nostra posizione, alla nostra storia, ai nostri obiettivi, e anche ai nostri ideali, piuttosto che accentuare il successo dei post-fascisti nell'area di maggioranza, o dei post-comunisti in quella dell'opposizione.

Tutto quel che è stato fatto, quel che viene per ora fatto, a livello istituzionale e di maggioranza va in direzione contraria. Ne siamo consapevoli e agiremo di conseguenza. Ci auguriamo che lo sia, che lo divenga anche lei, Signor Presidente del Consiglio.

Cui rivolgiamo - con la affermazione della fiducia - il nostro fervido e amichevole augurio per il bene del paese, della libertà e della democrazia.

 
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