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Notizie lista Pannella
Agora' Agora - 20 maggio 1994
INTERVENTO DI EMMA BONINO (RIFORMATORI) - DIBATTITO SULLA FIDUCIA

Roma 20 maggio 1994

Signore Presidente della Camera, Signor Presidente del Consiglio, colleghe e colleghi deputati, con questo dibattito e questo voto che la Camera si accinge a dare, con la costituzione delle Commissioni che si perfezionerà all'inizio della prossima settimana, torneranno i momenti tradizionali, di quotidianità, dell'esercizio dell'azione istituzionale e politica.

Rivendichiamo la linearità e la forza del comportamento di noi eletti "riformatori" e della Lista Pannella che al Senato ha consentito alla maggioranza di acquisire i suoi obiettivi, sia nell'elezione del Presidente del Senato, sia nel voto di fiducia al governo. Coerentemente con la scelta sin qui compiuto di affiliarci, sul piano parlamentare, ai gruppi di "Forza Italia".

Come già per i due precedenti governi, in quel che hanno avuto di positivo e di giusto, abbiamo innanzitutto - ed a spese dei nostri interessi di parte - operato nell'interesse del paese, di idee e ideali finalmente riapparsi o apparsi all'interno della vita delle istituzioni della Repubblica, istituzioni letteralmente - per decenni - "fuori legge".

Noi non possiamo prevedere cosa accadrebbe quando in Italia dovesse affermarsi la seconda Repubblica, con una Riforma che la rendesse migliore della prima. Nella storia, nella vita, ricordiamoci però che al peggio non c'è mai fine; per impedirlo, naturalmente. Ma, da ogni dove, qui e non solamente qui, si opera, ci si impegna, la si assedia, Signor presidente del Consiglio, perchè la partitocrazia, con questa legge elettorale vigente, o con quella che instaurasse il doppio turno, venga rilanciata, e non più affidata solamente sul territorio nazionale, alle sole presenze dell'ex Pci o dell'ex Msi. Lo testimoniano gli interventi dei massimi esponenti del PPI e del Patto, e - uno per troppi - gli editoriali di "La Voce" di Federico Orlando, che rilanciano quel che di più vecchio continua a dominare la sinistra ufficiale, lo testimoniano rai-tv e fininvest, nel settore radiotelevisivo, l'immensa maggioranza dei giornalisti e dei loro editori, gli stessi di questi quarantanni antiliberali e incostituzionali. Men

tre, al contrario, per noi anche questa eredità della mafia partitocratica deve essere colpita, annullata, prima che l'intero sistema si riproduca , magari secondo le leggi di riproduzione delle tènie, financo per scissione.

Noi potremmo documentare che lei aveva, ha avuto una volontà riformatrice, di motore, di centro riformatore, radicalmente liberale e liberista, con non pochi accenti libertari e garantisti.

Dobbiamo constatare che, a questo punto, la sua opera ha calamitato e portato al governo del paese tutti i disponibili, o gli affamati di potere dopo lungo digiuno, tranne coloro che, come i senatori Stanzani e Scopelliti hanno ricordato, hanno subito a causa del loro rigore e della loro forza di lotta politica l'unica, totale "conventio ad escludendum", l'unico ostracismo totale, ufficiale o nascosto, che il paese ha conosciuto e conosce.

Tutti ormai, come in gran parte dell'opposizione, sono liberaldemocratici; a chiacchiere - soggiungo - mi scusi la franchezza.

"Forza Italia", in quanto organizzazione politica, in quanto gruppi parlamentari, così come il Governo, le sono legati personalmente, e noi per primi, per nostra proclamazione - e non ammissione. Ma, politicamente, il nerbo forte è sempre più dato da una sorta di monopolio, di monocultura, di monostoria, quasi tutta o apolitica (e Bossi, tra gli altri, ha pienamente ragione nel denunciarne l'illusorietà pericolosa), o post-fascista.

A loro, certo strumentalmente o inconsapevolmente, lei rischia di consegnare tanto potere quanto loro stessi non ambivano o non ambiscono ad una sola organizzazione, ad un solo passato, ad una sola strategia politica. Non costituiscono - per ora - una forza politica.

Noi siamo - patentemente - e letteralmente - anche da lei -annullati e esclusi sul piano istituzionale, politico, pre-elettorale ed elettorale. Dietro, accanto a lei, sta affermandosi l'Italia di "Rosso e nero", molto più che quella dell'antifascismo liberale, federalista, liberista, referendario, legalitario, il solo, ripeto il solo, che sia stato estraneo e nemico per il fascismo e per la partitocrazia.

Lei - dunque - altro voleva, o s'augurava.

Ma questo e non altro, ha finora ritenuto "oggettivamente" possibile.

Ci dicono che lei non capirebbe - così come i suoi collaboratori - cosa mai vorremmo.

Ce ne spiace, per il Paese e per Lei.

Ci limitiamo a dirle, ad esempio, che vorremmo non dover constatare, come constatiamo, che l'opera congiunta di maggioranza e di opposizione, stanno rendendo le elezioni europee una truffa anticostituzionale e cinica, ai danni dei diritti di scelta del Paese, con una perfezione priva di precedenti. E nessuno sembra qui accorgersene.

Noi avremmo voluto, vorremmo far parte della maggioranza parlamentare e politica. Ma ci sembra che essa non esista in quanto tale ma solo come somma e non prodotto dei suoi tre partiti maggiori.

Molte cose ho da dire e da proporre al Governo e alla maggioranza in questa sede, ad esempio di politica estera e gliele consegnerò, Signor Presidente del Consiglio in un intervento scritto.

Ma poiché devo constatare che avendole propugnate in ogni modo ed in ogni sede è stato come emettere null'altro che silenzio, vediamo se emettendo deliberatamente silenzio, per caso, come accadde quando ci imbavagliammo nelle televisioni di Stato, non le accada e non accada a questa Camera e al paese di comprendere e di ascoltare l'eco delle nostre parole, dei nostri ideali e delle nostre lotte.

Le confesso signor Presidente della Camera che a questo sto pensando in questo momento, proprio a questo

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Diciamo: che la votiamo ora, per potere arrivare al più presto a votare per un nuovo suo governo che sia realizzazione di quel che Lei sperava e non di quello che ha disperato.

Grazie

 
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