A commento della votazione sulla presidenza della Commissione Esteri della Camera, i deputati Riformatori dichiarano:
"Avevamo proposto agli altri gruppi della maggioranza la candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Commissione Esteri il 10 maggio in un incontro, precedente alla formazione del governo, nel quale dichiaravamo la nostra disponibilità e il nostro interesse a far parte della maggioranza, a condizione che venissero stabilite le regole di funzionamento della maggioranza stessa e, in quell'ambito, le forme e i modi della partecipazione della nostra componente all'elaborazione degli indirizzi e delle decisioni della maggioranza stessa.
La risposta a quella nostra proposta complessiva non è giunta a tutt'oggi, nonostante il formale riconoscimento da parte del presidente del Consiglio, nella sua replica alla Camera, del valore politico della nostra federazione al Gruppo parlamentare di Forza Italia. E non vi è stata alcuna sede della maggioranza in cui, con la nostra partecipazione, la maggioranza come tale decidesse atteggiamento e candidature sulla presidenza delle commissioni.
In questa situazione, non potevamo che mantenere la candidatura di Emma Bonino, offrendola come proposta costruttiva alla maggioranza, al governo stesso, e naturalmente all'intero parlamento, nella convinzione che fosse interesse comune, e prima ancora interesse del paese, interesse nazionale, esprimere di fronte al mondo una presidenza della Commissione Esteri garante di una scelta politica di rigoroso federalismo europeo e di impegno per la costruzione di un ordine democratico internazionale e sovrannazionale.
Nel deplorare che questa opportunità non sia stata colta, vogliamo sia ben chiaro che la nostra non ha voluto in alcun modo rappresentare una scelta di rottura. Al contrario, il nostro auspicio e il nostro intendimento è che essa sottolinei l'urgenza di trovare una soluzione positiva al problema politico che abbiamo sollevato."
Per parte sua, Emma Bonino ha dichiarato al TG2:
"L'episodio è di grande eloquenza. Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord hanno operato come stretti da un patto d'acciaio fra di loro, di fatto contro di noi eletti "riformatori". Nulla di nuovo rispetto a quello che per anni hanno fatto i potenti di un tempo, quelli che ora sono in disgrazia o in galera. Ci auguriamo che chi, nel paese, non è d'accordo con questi comportamenti e queste scelte si manifesti, nel modo in cui questo è oggi possibile: cioè voti per la Lista Pannella-Riformatori alle elezioni europee"