1) COSTRUIRE L'EUROPA. I due anni che ci separano dalla revisione del Trattato di Maastricht sono decisivi. L'Italia, cui nel primo semestre del 1996 spetterà la Presidenza dell'Unione, avrà un ruolo essenziale in questa fase costituente. Il nuovo assetto istituzionale europeo riguarderà tre aspetti: la rivendicazione di una vera "Costituzione" europea; l'ingresso nella Comunità anche dei paesi dell'Europa centrale, orientale e balcanica; il superamento del "deficit democratico" nelle istituzioni comunitarie. Per quest'ultimo punto, occorrerà: a) che al Parlamento Europeo vengano attribuiti poteri effettivi (inizialmente, il potere costituente, e poi quelli legislativi e di controllo propri di un Parlamento democratico); b) che si giunga all'elezione di un vero e proprio Presidente dell'Unione; c) che la Commissione Europea divenga il vero governo dell'Unione. Agli attuali organi dovrà affiancarsi una Corte Federale Costituzionale.
Questa nuova Europa dovrà garantire la libera circolazione dei cittadini, realizzare una politica comune contro il narcotraffico e attuare la revisione delle convenzioni ONU per una nuova politica sulle droghe; inoltre, dovrà rafforzare la lotta all'AIDS e elaborare una "Carta" dell'Ambiente. Alle Regioni dovrà essere attribuito un ruolo più autonomo, di respiro federale. Questa forte Europa potrà finalmente lanciare un suo grande "Piano Marshall" per l'Africa.
2) QUESTIONE DELLA EX-JUGOSLAVIA. Il Tribunale internazionale sui crimini commessi nella ex-Jugoslavia, recentemente insediato all'Aja, non potrà occuparsi solo degli esecutori materiali. Dovranno esservi processati tutti i principali "mandanti" dell'aggressione alla Croazia e alla Bosnia, così come i teorici della "pulizia etnica", o dell'assedio al Kossovo: dal Presidente della Repubblica serba Milosevic, a Karadgic, al generale Mladic. L'ONU, per parte sua, dovrà espellere, e la comunità internazionale disconoscere, la Repubblica Serbo-Montenegrina, con il richiamo immediato degli ambasciatori da Belgrado, mentre alla Bosnia dovrà essere fornita una piena garanzia da parte dell'ONU e consentito l'immediato ingresso nell'Unione Europea. L'ONU e l'Unione Europea dovranno anche riconoscere il Kossovo e la nuova Repubblica di Macedonia. Infine, attraverso l'Europa, occorre anche sollecitare la costituzione del Tribunale internazionale permanente dell'ONU.