COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO E DEGLI ELETTI RIFORMATORI
Roma, 5 giugno 1994
"Sin dalla sua costituzione la Commissione si è trovata nella necessità di esprimere riserve, doglianza, ma anche indirizzi formali, in attuazione della legge, sistematicamente disattesi e violati dalla concessionaria. E' di pubblica notorietà che la RAI-TV ha gestito la informazione, e il suo patrimonio giornalistico e di strutture, in funzione di interessi non pubblici ma privati per il sistema partitocratico nel suo insieme, e per alcuni partiti in particolare.
E' ugualmente di pubblica notorietà che la RAI-TV ha disinformato sistematicamente il paese, in particolare con la censura e l'ostracismo nei confronti delle denunce sulla corruzione del sistema e di singoli suoi rappresentanti o partiti; e che tuttora l'informazione violi radicalmente i dettami che la regolano sulla base della convenzione fra Stato e RAI.
A causa di una giurisprudenza che, fin dagli anni Sessanta, ha impedito la contestazione di reati quali il peculato, la corruzione, la concussione, l'attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, abusi e omissioni in atti d'ufficio, costringendo ad una impossibile supplenza quelle parti del potere politico che hanno tentato di difendere legalità e diritti, l'intera vita istituzionale e politica del paese è stata in tal modo sabotata, e illegittimamente determinata, in modo certamente ancor più grave di quanto non sia accaduto con il tipo di criminalità finalmente venuto alla luce grazie alle iniziative giudiziarie dette "Mani Pulite" o alla cosiddetta tangentopoli.
E' in questo sistema che la cointeressenza consociativa è stata più direttamente e massicciamente attuata, e con il passare dei decenni la RAI-TV è divenuta, molto spesso, una scheggia del tutto autonoma del sistema di potere. Per questo ricerche e dati consentono di constatare che la commissione di vigilanza ha dovuto e deve limitarsi a dolersi del persistere di quel sistema, senza poter, ovviamente, con mezzi propri, interromperne la flagranza, anche nella congiuntura attuale, caratterizzata dagli ultimi giorni della campagna elettorale europea.
Ciò premesso ritengo, quindi, che l'intera documentazione della commissione costituisca o possa costituire, materiale relativo a "notitiae criminis", in generale di pubblica notorietà, e che quindi non può non essere formalmente ed immediatamente messo a disposizione dell'autorità giudiziaria, ritengo trattarsi, da parte mia, di un obbligo, senza rispetto del quale incorrerei a mia volta in corresponsabilità anche penalmente rilevanti.
In particolare, sembra urgente e necessario segnalare all'autorità giudiziaria la gravissima parzialità dell'informazione radiotelevisiva ai danni dei diritti civili e politici degli italiani, in primo luogo, e di forze politiche concorrenti secondo i dettami dell'art. 49 al formarsi della volontà e delle scelte istituzionali e politiche della Repubblica, perché provveda a fare quel che eventualmente si rilevasse di sua competenza".