Roma, 9 giugno 1994
Il 10 giugno è il 70· anniversario dell'assassinio di Giacomo Matteotti ed il 54· anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia fascista a rimorchio della Germania nazista.
In occasione di queste ricorrenze i militanti della Lista Pannella-Riformatori manifesteranno, insieme al capolista della circoscrizione Nord-Est Gianfranco Dell'Alba, alle ore 11.00 al valico italo-sloveno di Rabuiese e a quello autostradale italo-austriaco di Coccau. Oggi come nel 1924, nel 1940 il mondo è malato di nazionalismo, di inettitudine e viltà, si compiono guerre e massacri per spostare i confini e conquistare nuovi territori da ripulire etnicamente e sfruttare economicamente magari allestendo appositi campi di concentramento, provocando esodi massicci e "travasi" di popolazioni La logica nazionalista-tribale e militarista non è stata soppiantata, e lo vediamo con sconvolgente chiarezza in Bosnia, in Ruanda, in Somalia, ecc...
I diritti umani continuano a venir violati e calpestati nell'indifferenza e nella complicità generale; gli Hitler, gli Stalin e i Mussolini di oggi vengono ricevuti e accondiscesi con grandi onori dei governi e dalle diplomazie internazionali, che consentono loro di agire indisturbati e impuniti. Contro i nuovi fascismi e i nuovi espansionismi noi proponiamo il superamento dei confini europei perché rimangano linee di demarcazione amministrative, e chiediamo l'estensione a tutti i paesi dell'Europa centro-orientale dell'area della libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali.
Chiediamo a Slovenia e Croazia di adeguare quanto prima la loro legislazione a quella vigente nei paesi dell'Unione Europea anche per velocizzarne l'associazione e facilitarne l'adesione. In particolare è urgente l'introduzione del diritto di proprietà di beni immobili per i cittadini stranieri proprio per incrementare gli investimenti, gli scambi e le attività economiche, che porterebbero ricchezza e rivitalizzerebbero il tessuto sociale.
E' loro interesse poi giungere al più presto ad un accordo con il governo italiano per la restituzione agli esuli istriani, fiumani e dalmati della titolarità dei beni confiscati dopo la II guerra mondiale, sollecitando un ritorno pacifico in quelle terre di coloro che lo desiderano; si compirebbe un atto dovuto, si sopirebbero cosle polemiche e le rivendicazioni revanscistiche, e si porrebbero le basi per rapporti sempre pi amichevoli tra le popolazioni dell'Alto Adriatico.
Ne beneficerebbe, in primo luogo l'Istria, il Friuli che acquisterebbe una posizione di centralità rispetto alle direttrici Nord-Sud ed Est-Ovest, e segnatamente Trieste che potrebbe riallacciare legami sempre pi intensi e proficui con il suo naturale retroterra istriano e carsico, dopo essere stata per decenni una specie di isola emarginata e accerchiata, collegata al resto d'Italia da un esiguo cordone ombelicale. Con il superamento delle frontiere "nazionali" e delle barriere doganali che la circondano, Trieste potrebbe ridiventare il principale porto dell'Adriatico e dell'Europa danubiano-balcanica e crocevia di traffici, popoli e culture come in passato. Per questo è necessario potenziare i trasporti ferroviari con le aree limitrofe, collegarsi pi efficacemente col sistema idroviario e rilanciare il cabotaggio costiero, che creerebbe nuova occupazione nel settore delle costruzioni navali, della navigazione e dell'indotto commerciale anche per Monfalcone e gli altri scali vicini. Oggi invece non esistono
collegamenti ferroviari fra Trieste e la costa istriana; l'Ente Porto triestino è commissariato dal '91, mentre lo scalo di Capodistria (Slovenia) gestisce il 26,8% del trasporto austriaco via mare; il doppio di Amburgo, seguito da Trieste con appena l'11,4%: e già Austria e Slovenia si sono accordate per migliorare la rete ferroviaria slovena.
Proprio l'adesione dell'Austria all'UE aprirebbe nuove prospettive per il porto di Trieste, creato dagli stessi austriaci nel 1719 come punto franco commerciale e sbocco naturale dell'Impero asburgico verso il Mediterraneo per la sua eccezionale posizione strategica e la profondità dei suoi fondali marini.
Invitiamo gli elettori austriaci a votare SI all'ingresso del loro Paese nell'Unione Europea in occasione del referendum del 12 giugno respingendo le istanze nazionalistiche ed isolazionistiche che rischiano di prevalere sull'onda di una campagna demagogica promossa dalle destre e dai VERDI per favorire la costituzione degli Stati Uniti d'Europa.
Solo un'Europa unita politicamente potrà affrontare adeguatamente i molteplici e complessi problemi che la investono: occorre allora un Presidente eletto, un governo responsabile davanti ad un Parlamento con reali poteri legislativi, una Corte di Giustizia Federale, un esercito e una polizia comuni, una politica estera economica e di sicurezza. Nell'anniversario della proclamazione di una guerra tra europei noi sollecitiamo la nascita di un'Europa pacificata al suo interno ed esportatrice di pace, democrazia, libertà e giustizia nel mondo. L'Europa divisa dalla deflagrazione della ex Iugoslavia e dal genocidio bosniaco; solo un'Europa federale potrà evitare nuovi sconquassi in Kossovo, Macedonia, Voivodina...
L'Europa divisa ha secondato le politiche di potenza e i centralismi statali; solo un'Europa federale potrà garantire il rispetto delle minoranze nel quadro delle autonomie locali.
L'Europa divisa ha accentuato gli squilibri economici, ecologici e sociali; solo un'Europa federale e denuclearizzata potrà tutelare l'ambiente e migliorare la qualità della vita.
LISTA PANNELLA-RIFORMATORI