Roma, 15 giugno 1994
"Comprendo la "prudenza" poichè non voglio dire la naturale e obbligata doppiezza di Fassino per cercare di scagionare i preannunciati incontri ufficiali fra il Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica e il Dalai Lama.
Capisco che, per molti, l'immagine ritrasmessa nel mondo intero del Presidente del Consiglio poco meno che "fascista" con il Dalai Lama, mentre tutti i precedenti ospiti di Palazzo Chigi avevano avuto paura di offrirla, non è gradita da molte parti.
Comprendo anche che nessuno può attendersi dal Presidente della Confindustria di comprendere che alla lunga gli affari fatti al prezzo della violazione feroce dei diritti umani, siano in realtà "malaffari" in realtà fonte di pochi e mali profitti.
Comprendo lo sgomento di "consiglieri" che "consigliano" al loro livello e non a quello del consigliato.
Ciò detto mi auguro fermamente che il Governo italiano abbia non solamente il coraggio ma la fierezza delle proprie azioni e che non si facciano passi indietro ma passi seri in avanti su quanto annunciato, previsto, deciso".