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Agora' Agora - 20 giugno 1994
"LA SENTENZA DELLA CORTE IN TEMA DI PENSIONI CONTIENE GRAVI ASPETTI DI ARBITRARIETA', DEMAGOGIA E SFASCISMO.".
LA CONSULTA DEL MOVIMENTO DEI CLUB HA APPROVATO IL SEGUENTE DOCUMENTO PROPOSTO DA PEPPINO CALDERISI:

Roma, 19 giugno 1994

"La sentenza della Corte Costituzionale, in tema di pensioni, presenta aspetti di particolare gravità in quanto accresce, anzichè ridurre , la confusione e la commistione tra assistenza e previdenza, tra difesa dei diritti dei deboli, e indiscriminate elargizioni anche a favore di chi non versa in condizioni di bisogno.

L'integrazione al minimo delle pensioni è stata finora ritenuta prestazione di carattere sostanzialmente assistenziale, cioè atto dovuto per un minimo vitale e, quindi, non correlato al versamento di contributi. Come tale la doppia integrazione al minimo non era - e giustamente - riconosciuta ai percettori di altra pensione.

Occorre fare fin l'impossibile onde assicurare prestazioni assistenziali adeguate (minimo vitale) a coloro - e solo a coloro - che non hanno altri redditi e che versano pertanto in condizioni di bisogno; occorre non disperdere, non dilapidare le risorse reperibili ma concentrarle sui meno abbienti, sui più bisognosi.

Attualmente, scandalosamente, l'integrazione al minimo è assolutamente inadeguata ad assicurare il minimo vitale. Pertanto nei confronti dei pensionati del tutto privi di altri redditi, la sentenza della Corte Costituzionale sembrerebbe fare opera di giustizia sociale. Ma la sentenza è, invece, scandalosa e gravissima nella misura in cui attribuisce la doppia integrazione anche a chi ha altri redditi, magari anche consistenti.

Il pesante aggravio dei conti pubblici - come quello derivante dalla sentenza della Corte - allontana pertanto e indebolisce la possibilità di introdurre un minimo effettivamente vitale, separando assistenza da previdenza.

Bisogna altresì introdurre con urgenza nel nostro ordinamento una norma che affronti il problema della "sentenze che costano", una norma che concilii il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, la sovranità del Parlamento e il ruolo di giudice delle leggi da parte della Corte Costituzionale.

Ancora una volta, infatti, la Corte Costituzionale ha operato secondo cultura e calcoli partitocratici, in evidente sintonia con coloro che ancora tentano di difendere vecchie sacche di potere, vecchie negazioni dello stato di diritto assestando all'attuale Governo e al paese colpi che potrebbero esser loro letali.

La Corte Costituzionale ha straripato - ancora una volta - dai suoi poteri, ricevendo l'applauso di forze sfasciste che non conoscono l' abc dei comportamenti di una opposizione democratica. Ci auguriamo che la grande riforma italiana includa anche la conquista di una alta Corte Costituzionale, degna di questo nome, e di uno stato di diritto, seppellendo l'attuale fra i detriti di un indecoroso passato di regime".

 
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