Roma, 20 giugno 1994
" I ladri che rubano, i mafiosi che assassinano, così come chiunque, invece, sbagli nell'assolvere alle proprie funzioni sono perfettamente autonomi. Chi li attacca e combatte non vuole "ledere la loro autonomia" ma denunciare il loro operato.
Il senatore Salvi, che "difende" oggi, contro di noi , l'"autonomia" dei giudici (questa volta della Corte Costituzionale) difende in realtà quel che resta di un sistema e di un regime che hanno fatto strage di legalità, grazie in primo luogo al potere giurisdizionale pienamente con esso colluso, anzi pienamente complice e coautore di quella strage. Esattamente come il PCI e la DC.
Post-comunisti e post-democristiani, e post-giornalisti di regime, difendono, oggi, non l'"autonomia" dei giudici, ma il bastione partitocratico dal quale sperano di poter tornare a dilagare nel paese, e opprimerlo dal potere e dai poteri "forti".
Il sen. Salvi e i post-comunisti, come i post-ciampiani, almeno in questa occasione, dovrebbero avere il pudore di tacere. La Corte Costituzionale, infatti, con la sua sentenza, con il suo ennesimo straripamento di poteri, ha esattamente dato torto al governo Ciampi ed alla maggioranza parlamentare che vollero e votarono la legge di interpretazione di una precedente sentenza della stessa Corte che oggi è stata condannata e demolita dalla Consulta.
Noi non comprendiamo come sia possibile anche solamente immaginare un effettivo e democratico passaggio dal regime partitocratico e antidemocratico ad un regime democratico, e libero di condannare anche giuridicamente quel passato e i suoi misfatti (e per noi di questo, sempre, e oggi, si è trattato) lasciando indenni perfino da critiche e polemiche gli stessi uomini e le stesse istituzioni degenerate che, con jattanza e certezza di impunità, continuano ad esercitare stessi metodi e stessi soprusi di ieri.
Ma comprendiamo bene che il PDS e il senatore Salvi contino - come oggi chiaramente è sfuggito loro - su questa "Corte Costituzionale" e questo suo Presidente, per cercare di sabotare i referendum democratici e di difendere la RAI-TV come servizio partitocratico piuttosto che pubblico. A ciò Salvi li istiga. Peggio per loro, se lo ascolteranno come per il passato.
Il paese saprà rispondere con la forza della legalità e della democrazia."