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Agora' Agora - 21 giugno 1994
AL MINISTRO DELL'UNIVERSITA E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA

Roma, 22 giugno 1994

Interrogazione a risposta scritta

Per sapere, - premesso che:

- l'Italia il 28 dicembre 1993 ha denunciato l'accordo istitutivo del Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL), firmato a Ginevra il 10 maggio 1973, di cui è depositario il Governo svizzero. Questa disdetta diventerà operativa il 31 dicembre 1994 a meno di un ripensamento del nuovo Governo italiano prima di quella data;

- il Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare fu istituito da ricercatori europei, tra cui numerosi italiani, nella convinzione che le singole risorse nazionali dovessero essere convogliate in uno sforzo comune per promuovere adeguatamente la ricerca nel campo della biologia molecolare in Europa e nelle rispettive nazioni; l'obiettivo era quello di fornire ai ricercatori degli Stati membri le attrezzature ed i laboratori necessari per studiare, con approcci innovativi, la struttura delle molecole che costituiscono la materia vivente (proteine, DNA, RNA...);

- in un breve arco di tempo l'EMBL è diventato un formidabile strumento per l'avanzamento e la diffusione delle conoscenze nel campo della Biologia Molecolare, collocandosi - per produttività scientifica ed impatto culturale - tra i primi laboratori del mondo;

- il successo dell'EMBL è dovuto principalmente a due fattori: il modello organizzativo del laboratorio ed il criterio di eccellenza scientifica in base al quale sono stati selezionati i ricercatori; il modello organizzativo ha permesso di utilizzare efficacemente le risorse di uomini, di mezzi e di conoscenze dei singoli Stati membri, il criterio di selezione ha consentito di creare un ambiente di lavoro unico per competitività, creatività e fecondità di risultati scientifici;

- purtroppo il mondo scientifico italiano non ha saputo cogliere adeguatamente negli ultimi anni le opportunità offerte dall'esistenza dell'EMBL. Infatti, sebbene l'Italia contribuisca al 16% delle spese correnti e di investimento del Laboratorio con un contributo annuo di circa 10.7 milioni di Marchi, solo un esiguo numero di ricercatori italiani attualmente lavora presso le sedi di Heidelberg, di Grenoble e di Amburgo dell'EMBL;

- questa situazione si è verificata dopo la partenza, negli ultimi cinque anni, di un numeroso gruppo di ricercatori italiani dall'EMBL, che sono ritornati presso Università italiane o hanno fondato un nuovo istituto di ricerca a Pomezia; successivamente, è stato molto difficile attrarre all'EMBL nuovi ricercatori italiani che rimpiazzassero quelli partiti: in occasione degli ultimi bandi pubblicati dall'EMBL per reclutare nuovi ricercatori e personale tecnico, le domande inoltrate da cittadini italiani sono state inferiori al 2% del totale delle domande ricevute. Attualmente, su 410 ricercatori che lavorano all'EMBL solo 32 sono di nazionalità italiana;

Considerato che:

- la denuncia da parte dell'Italia dell'accordo istitutivo di Ginevra priva la comunità scientifica italiana di interagire efficacemente con il Laboratorio Europeo e di trarre profitto da una realtà internazionale caratterizzata da una grande produttività scientifica e da forti spinti innovatrici;

- la decisione di lasciare l'EMBL, oltre a comportare la rinuncia all'investimento di cultura e di risorse economiche (114 milioni di Marchi in 20 anni al valore attuale) profuso dall'Italia in questi anni per sviluppare l'EMBL, può compromettere seriamente lo sviluppo della ricerca biologica nel nostro Paese con gravi conseguenze in termini di immagine, produzione scientifica e sviluppo tecnologico;

- l'iniziativa del precedente Governo determina uno stato di profonda incertezza per il futuro scientifico e professionale di decine di ricercatori italiani che, nel momento in cui la decisione di abbandonare l'EMBL diventerà operativa, si troveranno senza i mezzi necessari per proseguire la loro attività di ricerca; -

1) le motivazioni che hanno indotto il passato Governo a prendere la decisione di denunciare il trattato istitutivo dell'EMBL;

2) se intenda assumere tutte le iniziative necessarie per recedere dalla decisione di abbandonare il Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare e per una proroga, da adottare con particolare urgenza ed in via preliminare, della validità del Trattato Istitutivo dell'EMBL che permetta l'erogazione dei finanziamenti per il prossimo anno e di scongiurare il ritiro immediato dell'Italia dalle iniziative del Laboratorio.

Elio Vito, Lorenzo Strik Lievers, Marco Taradash, Emma Bonino,

Peppino Calderisi, Paolo Vigevano.

 
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