Roma, 30 giugno 1994
I deputati Riformatori - primi firmatari Elio Vito e Peppino Calderisi - hanno oggi depositato la proposta di legge per l'elezione dei Consigli regionali a statuto ordinario con il sistema uninominale maggioritario ad un turno. Occorre, infatti, provvedere con la massima urgenza per evitare che le elezioni previste nella prossima primavera si svolgano con la vecchia legge proporzionale. L'urgenza deriva, inoltre, dalla necessità di riformare l'art. 122 della Costituzione per introdurre l'elezione diretta del Presidente della Regione; a tal fine la scorsa settimana i deputati Riformatori hanno gia presentato una proposta di legge costituzionale (Atto Camera n. 724).
I deputati Riformatori non sono affatto contrari alla possibilità di affidare ai Consigli regionali la facoltà di determinare autonomamente il proprio sistema d'elezione. Essi ritengono che a questo fine debba essere riformato l'art. 122 della Costituzione, ma ritengono altresì che tale principio non possa divenire operante entro la prossima primavera.
Ci sono infatti due ragioni: la prima relativa ai tempi di approvazione della modifica costituzionale, della legge elettorale e della determinazione dei nuovi collegi elettorali; la seconda riguarda una valutazione di opportunità politica sull'attribuzione di questa facoltà, per la prima volta, proprio ai Consigli regionali eletti nel 1990 con il sistema proprozionale ed espressione di un sistema politico ormai superato. C'è il rischio, infatti, che gli attuali Consigli regionali possano conservare la sostanza del vecchio sistema, anche eludendo eventuali indirizzi - peraltro forse impropri - previsti dalle nuove norme costituzionali proposte ieri dal Governo (ad esempio, la sostanza del sistema uninominale maggioritario potrebbe eessere completamente disattesa attraverso un sistema uninominale con attribuzione proporzionale dei seggi e premio di maggioranza; ipotesi tutt'altro di scuola alla luce del dibattito in corso in alcuni Consigli regionali, come la Lombardia).
La proposta di legge prevede il sistema uninominale maggioritario senza quota proporzionale per tutte le Regioni a statuto ordinario con popolazione superiore ad un milione di abitanti; per quelle con popolazione inferiore (Molise, Basilicata ed Umbria) viene proposto, invece, (come previsto anche per i Comuni) un diverso sistema elettorale, ad esempio un sistema maggioritario attraverso liste concorrenti con attribuzione del 60% dei seggi alla lista che ottiene il maggior numero di voti validi.
I nuovi Consigli regionali, così eletti, dopo il loro insediamento, potranno eventualmente modificare la loro legge elettorale.