AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
Per conoscere, premesso che:
permane viva la tensione e la preoccupazione all'interno del carcere di Vigevano, definito alla sua apertura (Pasqua '93) "struttura sulla quale può germogliare la speranza". In realtà oggi all'interno dell'istituto - al pari della maggior parte delle strutture lombarde, da oltre sei mesi rese traballanti da un endemico sovraffollamento - si respira solo rabbia e disperazione da parte dei detenuti, frustrazione e senso di impotenza da parte della direzione e degli agenti di polizia penitenziari;
la sezione maschile, con 306 detenuti (su 140 posti previsti) di cui 76 ad Alta Sorveglianza (esiste solo una sezione di 50 posti e gli altri 25 sono reclusi nell'isolamento e nei "nuovi giunti"), vive alla giornata, chiusa in cella 19 ore su 24 a causa della totale assenza di posti di lavoro (solo una ventina a rotazione) e dell'impossibilità concreta del personale di attuare le attività previste dall'ordinamento penitenziario (gli agenti sono 185 e, carenza gravissima per una struttura divisa in otto sezioni, esistono solo due brigadieri: quindi viene a mancare quella funzione di coordinamento e collegamento svolte dai sottufficiali e indispensabile in una struttura dispersiva come quella di Vigevano);
la sezione femminile denota in modo palmare la totale improvvisazione ministeriale che ha voluto tale struttura senza dotarla minimamente di personale adeguato: le detenute sono 84 (di cui 35 ad Alta Sorveglianza) a fronte di 20 agenti donne (con una sola assistente e una capoposto) che devono lavorare su tre piani ai limiti del tracollo fisico;
l'assistenza sanitaria è totalmente inadeguata (oltre 200 detenuti/e sono tossicodipendenti e 40 di essi/e sono sieropositivi);
l'esasperazione maggiore è vissuta da quei detenuti/e (oltre una decina) che non hanno potuto usufruire dei benefici previsti dalla legge (permessi, sconti pena, ecc.) perché il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha "smarrito" le pratiche;
su circa 200 detenuti/e con condanna definitiva, oltre cento hanno un fine pena 1994-95 e quindi potrebbero benissimo avere gli arresti domiciliari.
per sapere:
se il Governo sia a conoscenza della grave situazione venutasi a creare nel carcere di Vigevano;
che cosa intenda fare per evitare che l'esasperazione di detenuti e agenti si traduca in gesti inconsulti.
Lorenzo Strik Lievers
Emma Bonino
Paolo Vigevano
Elio Vito
Marco Taradash
Peppino Calderisi