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Agora' Agora - 14 luglio 1994
SU "RADIO RADICALE" OLTRE ALL'IGNORANZA DI GRAN PARTE DELLA COMMISSIONE CULTURA, GIOCA IN PRIMO LUOGO UN ATTEGGIAMENTO SLEALE E ILLEGALE DEL GOVERNO. NE TRARREMO LE CONSEGUENZE.

COMUNICATO STAMPA DI MARCO PANNELLA

Roma, 14 luglio 1994

"Il dibattito in Commissione Cultura sul decreto RAI-TV (e Radio Radicale, cioè di quanto esiste di servizio pubblico, democratico, di interesse generale) procede in modo grottesco e losco. Metà degli emendamenti presentati in quella Commissione riguardano Radio Radicale, molti dei quali sono espressione di ignoranza oltre che di faziosità partitocratica.

Ma v'è una responsabilità di Governo, prima ancora che di maggioranza e di opposizioni. Ed è responsabilità gravissima, di sostanziale e formale illegalità.

Il Governo doveva dare attuazione al decreto per quanto riguarda Radio Radicale; non lo ha fatto deliberatamente, per responsabilità in primo luogo del Vice-Presidente Tatarella, titolare del Ministero competente. Ma la responsabilità del Presidente del Consiglio, ed in particolare del Sottosegretario Letta è altrettanto indubbia. Si arriva così ad un dibattito che prescinde dalla conoscenza delle ragioni, dei dati di fatto, per i quali unanimi Governo e Parlamento precedenti avevano stabilito "la necessità e l'urgenza" di assicurare il servizio di informazione parlamentare.

La viltà e la slealtà dell'opera del Governo sono evidenti quanto - lo ripetiamo - losche. Si ciancia di turbative di gara da parte di personaggi che sarebbero stati semplicemente corrivi, e che sono stati premiati, non sappiamo se per questa o altre emblematiche corrività.

In Commissione e in Parlamento, in genere, l'atteggiamento del Governo è furbesco e sleale, ancora una volta.

Se questa situazione non sarà immediatamente corretta ne trarremo immediatamente le conseguenze necessarie.

Forza Italia e A.N. sembrano le sole forze lealmente schierate in Parlamento. Da Rifondazione Comunista alla Lega, passando per tanta parte del sottobosco progressista, hanno un atteggiamento ben diverso. Peggio per loro e, purtroppo, per il paese e per la democrazia".

 
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