COMUNICATO STAMPA
Roma, 14 luglio 1994
"La politica estera del nostro paese sembra mostrare sintomi allarmanti di regressione e di perdita delle uniche tradizioni che Governi e Parlamenti precedenti hanno il merito di avere serbato o creato per l'Italia.
Un realismo illusorio e conformista ci allinea a quanti vogliono imporre la consegna ai serbi della metà del territorio della Bosnia Erzegovina, sull'onda della peggiore tradizione degli anni trenta, della politica di Monaco, di solidarietà con i macellai, con i dittatori, con gli autori di genocidi. Sul piano europeo accettare che a succedere a Delors sia il rappresentante di uno Stato ultra-periferico, senza prestigio, ridotto da qualche tempo ad una sorta di paradiso fiscale e monetario, senza più politica propria, che rappresenta poche centinaia di migliaia di cittadini, e del tutto sconosciuto e irrilevante per la politica europea, è un ulteriore colpo contro l'Unione Europea, un allineamento sulle posizioni che l'Italia ha combattuto e che hanno portato all'attuale crisi dell'Europa. Ci auguriamo che così non sia, e che ci si trovi piuttosto di fronte ad un momento di vuoto di iniziativa dovuto a motivi del tutto contingenti".