"La mancata imputazione ai finanzieri che - a centinaia e più probabilmente a migliaia - hanno imposto racket e balzelli a centinaia di migliaia di imprese grandi e piccole, in Italia, con scientifica organizzazione con militare efficienza istigando e costringendo a delinquere, provocando allo Stato la perdita di centinaia di migliaia di miliardi, la mancata imputazione dell'art. 416 bis del reato di concussione desta stupore e sospetto.
Costoro hanno di fatto svolto anche azione eversiva e sovversiva nei confronti dello Stato: sono dei pericolosissimi traditori, mafiosi, corruttori prima ancora che corrotto.
Siamo stati i primi ed i soli, al solito, in Italia, sin da quindici anni fa, a indicare la necessità di professionalizzare, responsabilizzare, smilitarizzare questo corso dello Stato, e ottocentomila cittadini chiesero, con noi, che questo accadesse con una richiesta referendaria.
Furono battuti perché i vertici della GDF ebbero allora tutta la solidarietà del regime e di tutta la partitocrazia; i fatti provarono che quei massimi vertici erano occupati da volgari delinquenti.
Facciamo fiducia al Sostituto Procuratore Di Pietro perché rifiuti di fare politica, come altri al di sopra e attorno a lui possono essere nuovamente tentati di fare: che sia ben chiaro chi, in questa vicenda, è innanzitutto colpevole e chi è in primo luogo vittima, corrotta anch'essa, ma vittima."