I sottoscritti deputati
premesso
- che nel prossimo settembre dovrebbe svolgersi, nel vecchio circuito situato all'interno della Villa Reale di Monza, il 65 Gran Premio automobilistico di Formula 1,
- che, in considerazione delle velocità raggiunte dalle attuali automobili di F.1, della scarsa sicurezza di guida che esse presentano e che hanno già procurato incidenti anche mortali, i rappresentanti dei piloti hanno richiesto di ampliare le cosidette "vie di fuga" del circuito, per consentire alle automobili di scampare al disastro in caso di incidenti in punti particolarmente pericolosi,
- che, per soddisfare questa esigenza sembra sia necessario abbattere oltre cinquecento alberi, alcuni dei quali di essenza pregiatissima quali querce e carpini secolari, per una estensione di due ettari di bosco riconosciuti come "patrimonio genetico molto importante" e così famosi da meritare il nome di "Bosco Bello", cuore del Parco di Monza (il Parco urbano più vasto d'Europa, disegnato nel 1805 da Luigi Canonica su commissione di Eugenio di Beauharnais), come riconosce anche il rapporto presentato dalla Guardia Forestale alla Soprintendenza ai beni ambientali di Lombardia,
- che il Consiglio Regionale lombardo ha approvato con soli due voti di maggioranza una "leggina" che consente l'abbattimento, solo per per "evitare" che Monza perda il Gran Premio, ma che la stessa maggioranza (come peraltro anche Sias e ACI) si è detta altamente favorevole a soluzioni diverse dallo scempio degli alberi,
- che, mentre allo svolgimento - per quest'anno - del Gran Premio già esistono soluzioni alternative, per il prossimo anno è sempre possibile individuare un altro sito più adeguato e anche soddisfacente,
- che, peraltro, attraverso il taglio degli alberi sembra si voglia conseguire - ben oltre la sistemazione della pista - anche una congrua speculazione consistente nella installazione di altre tribune a pagamento per gli spettatori del Premio,
- che, peraltro, è opinione comune che ormai la Formula 1 è divenuta soprattutto un gigantesco carrozzone pubblicitario e affaristico più che evento sportivo quale fu alle sue origini, viziato e macchiato da scandali a ripetizione, tanto che da più parti se ne chiede, da parte di case automobilistiche come la stessa Ferrari, una ristrutturazione e un adeguamento a pena di suo abbandono per scarsa credibilità sia interna che verso il pubblico,
- che il mantenimento della corsa a Monza viene caldeggiato persino facendo ricorso a vere e proprie minacce ed intimidazioni contro chi sostiene l'opportunità del suo spostamento;
interpellano i ministri per sapere:
- se non ritengano di dover esercitare i rispettivi diritti-doveri di intervento allo scopo di salvaguardare questo importantissimo ultimo e storico ambiente naturale ed urbano che è vanto italiano e di Lombardia, evitando - in un momento in cui tante critiche si appuntano su recenti prese di posizione in campo urbanistico e ambientale - la sua irrimediabile distruzione, che non potrebbe non attirare ancora una volta l'attenzione negativa sul modo come il nostro paese conserva i suoi beni naturali e culturali,
e se non ritengano altresì di dover cogliere piuttosto l'occasione per avviare il ripristino del giardino e dello stesso Palazzo Reale con i suoi tesori di arredamento, già malamente compromessi da una politica di incuria e di spoglio, così da riportare l'intero complesso ad una condizione che consenta la sua migliore utilizzazione per scopi turistico-culturali, sull'esempio della Reggia di Caserta, recentemente riportata a scopi di alta rappresentanza che ne hanno fatto risaltare l'ineguagliabile bellezza.