L'Assemblea costituente del Movimento dei Club Pannella - Riformatori, riunita a Roma il 29-31 luglio 1994,
ribadendo con forza la convinzione tante volte proclamata negli anni che nella distruzione di ogni certezza del diritto sta il frutto pi grave e in qualche modo la sintesi della degenerazione corporativa e partitocratica della vita italiana;
ferma nella convinzione, perci, che proprio sul terreno della realizzazione di condizioni di diritto certo si gioca la sfida della grande riforma liberale sulla quale governo e maggioranza hanno annunciato di volersi qualificare e che rappresenta oggi il vero discrimine nel nostro paese;
constatando con profonda preoccupazione come il decreto sulla sanatoria edilizia costituisca una contraddizione e un errore per il governo in primo luogo da questo punto di vista; con esso infatti, ove confermato, si porrebbe la nuova stagione politica sotto il segno della peggiore continuit con i decenni della prima repubblica, lungo i quali il ricorso ricorrente al condono edilizio ha rappresentato una causa rilevantissima e insieme un riconoscimento e un emblema della impossibilit e non volont di garantire certezza del diritto;
segnalando con altrettanta preoccupazione le conseguenze gravissime per l'ambiente che provocherebbe, e gi pare stia cominciando a provocare, l'ondata di sempre pi diffuso abusivismo necessariamente conseguente alla conferma che, pur con il mutare dei governi e dei regimi,, il condono rimane una costante;
rilevando come tali pericoli non siano compensati certo dai vantaggi per la finanza pubblica, peraltro incerti nelle loro dimensioni, che deriverebbero dal decreto;
osservando altresche il principio del silenzio-assenso quale viene introdotto dal decreto, ossia senza garanzie che le amministrazioni possano e siano seriamente obbligate a dare risposte, e senza che siano stabilite sanzioni severe a carico delle persone individualmente responsabili delle mancate risposte, apre la porta a un dilagare incontrollato di abusi;
affermando che a provvedimenti di sanatoria si potr pensare solo dopo che, con adeguate misure, si sia seriamente assicurato il non riprodursi della attuali condizioni patologiche di abusivismo, finora mai adeguatamente contrastato con gli stumenti a disposizione della magistratura e degli enti locali, compreso quello dell'abbattimento;
prendendo atto che la decisione del governo in questa materia ancora una volta
stata assunta senza coinvolgere in alcun modo i riformatori in una decisione e dunque in un ruolo di maggioranza,
rivolge un appello al governo, a ciascuna forza e a ciascun parlamentare della maggioranza - in primo luogo ala Presidente del Consiglio e a Forza Italia - perch, a partire da questa occasione, abbiano la forza di ritrovare le ragioni per cui si sono costituiti in schieramento di svolta e di riforma liberale, e per le quali i riformatori hanno deciso di partecipare alla maggioranza;
invita i parlamentari riformatori
1) ad aiutare la maggioranza ad operare questa svolta evidenziando il carattere incostituzionale di alcune norme contenute nel decreto, giungendo anche a votare contro il riconoscimento dei requisiti di straordinaria necessit e urgenza al decreto e incoraggiando il governo a individuare fonti alternative e pi corrette di entrata;
2) ove il decreto continuasse il suo iter parlamentare, a contribuire a modificarlo profondamente perch si mettano in opera misure che seriamente impediscano il riprodursi dell'abusivismo e assicurino finalmente ai cittadini certezza delle regole e celerit negli atti amministrativi in questo campo