PANNELLA: CAPO DEL GOVERNO E CAPO DELLO STATO DEVONO ESSER INVESTITI DEL GRAVISSIMO PROBLEMA ISTITUZIONALE, CHE VIENE POSTO DAL SABOTAGGIO E DALLA DELEGITTIMAZIONE DEL GOVERNO DA PARTE .... Questo gioco al massacro deve finire. Ritengo che sia colpevole, oltre che pericoloso, per l'istituzione governo, per gli assetti istituzionali e costituzionali, continuare ad accettare senza reagire gli attacchi di Bossi.
Lo afferma il leader dei riformatori, Marco Pannella, in un'intervista che pubblicherà domani il Messaggero.
"La questione - sostiene il leader radicale - riguarda il presidente del Consiglio e, in un'ultima istanza, anche quello della Repubblica. Esistono i reati di omissione. Ho sollevato formalmente questa questione con il capo del Governo e la sollevo anche con il Capo dello Stato. Non possono accettare che, sia pure per omissione, nel senso tecnico giuridico della parola, i ministri della Lega non si dissocino dalle affermazioni di Bossi, non onorino il loro giuramento e le loro responsabilità istituzionali oltre che politiche.
Il Presidente del Consiglio - prosegue Pannella - deve esigere da loro una dissociazione. O deve chieder loro di dimettersi. O deve aprire lui la crisi. Non gli è consentito, dalla legge e dalla Costituzione accettare il vilipendio costante dell'istituzione governo. E' un problema costituzionale prima che politico. Questa situazione ha portato negli ultimi giorni ad un aumento di diecimila miliardi nel deficit dello Stato, accadrebbe lo stesso per il dollaro, lo yen o il marco se si accettassero simili cialtronaggini.
Nel caso di una crisi di governo, che auspica, Pannella afferma che il "Presidente della Repubblica dovrebbe dare l'incarico a Bossi in quanto leader del gruppo di maggioranza relativa, se lo sarà ancora", che "Berlusconi dovrebbe dire e dirà di no ad ogni ipotesi di governo istituzionale", e che dovrebbe proporsi invece, se incaricato di "fare un governo con chi ci sta, un governo del Presidente sulla base di un programma radicalmente riformatore per attuare una vera rivoluzione liberale, provando a coinvolgere anche uomini di sinistra il cui no non sarebbe affatto scontato".
E quanto alla possibilità di elezioni anticipate afferma: "Diventerebbero un referendum sul sistema americano contro i partiti. Un referendum sulla grande rivoluzione liberale e liberista".