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Notizie lista Pannella
Agora' Agora - 16 agosto 1994
INTERVISTA A MARCO PANNELLA SU "IL GIORNO"

mercoledi 10 agosto 1994

Il 5 settembre si apre la conferenza del Cairo sul controllo delle nascite, al centro del dibattito sembra porsi il problema dell'aborto. Come valuta Marco Pannella la conferenza dell'Onu?

"Nel rapporto introduttivo, nemmeno nelle quattro-cinque pagine che riguardano specificamente questo aspetto vi sono affermazioni che consentono questa polemica. Anche nel documento non viene proposto l'aborto come strumento di una politica di controllo delle nascite o di pianificazione familiare. Poichè dobbiamo fare il non processo alle intenzioni, ma giudicare proposte e documenti, io sono piuttosto stupito e addolorato da questa esplosione polemica nei confronti dell'ONU che, semmai andava criticato perchè nei decenni scorsi, soprattuto quelli più lontani, lasciò esplodere la bomba democrafica. Tutto a causa dell'infausto congiungersi di posizioni assolutamente inconsapevoli e inadeguate: sia del mondo stalinista che di quello clericale".

Per il governo italiano andranno il Ministro Matteoli e il Ministro Guidi. Quest'ultimo, come d'altronde il Ministro dell'ambiente mi pare si sia pronunciato contro l'aborto...

"No. La posizione di Guidi è molto interessante. Per quel che riguarda la delegazione e il suo comportamento vedrò nei prossimi giorni sia il presidente del Consiglio, che Guidi stesso. Ma io condivido in pieno la posizione di Guidi sull'aborto per come è stata espressa, non certo per come è stata interpretata. Cosa dice Guidi...".

Lo dica lei....

"Praticamente contesta che lo Stato autorizzi una forma o un'altra di aborto e, in particolare, che autorizzi quella contro i nascituri che possono in qualche misura essere a rischio di menomazione o di handicap nel corso della gravidanza. Noi facemmo perfino un referendum contro questo aspetto della legge, perchè la 194 in effetti affida allo Stato e oltretutto al medico, facendone una sorta di pubblico ufficiale, il compito di autorizzare lui, in determinati casi e con determinate procedure, l'aborto. Noi invece riteniamo che, sia pure nell'ambito di una regolamentazione e quindi non in una posizione massimalistica di liberalizzazione, sia la donna e non il medico, non lo Stato, a dover decidere. La sostanza della situazione oggi è questa: il Parlamento ha votato quella legge che noi volevamo correggere, un referenduma all'80 per cento ha mostrato che i tre quarti dei cattolici italiani condividono la nostra posizione e non quella di Matteoli e su questo mi auguro che non si commetta l'imprudenza di r

iaprire battaglie intolleranti, faziose e anche un po' suidice".

Ma Guidi non parla di decisione della donna.

"Lui ha posto semplicemente un problema: sulla casistica di legge che, in particolare, riguarda i nascituri in pericolo di handicap, si possa applicare uno specifico aborto di Stato. Noi siamo contro l'aborto di Stato e contro quello clandestino".

 
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