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Agora' Agora - 16 agosto 1994
TARADASH: "ERA ORA". MA L'FNSI INSORGE

Nessuno contesta al ministro Biondi la decisione di affrontare le continue violazioni del segreto, che mettono a rischio spesso il successo delle indagini giudiziarie. Torna però il clima di sospetto sul momento della decisione.

La reazione più tempestiva all'indagine del ministro Biondi sulle fughe di notizie non é politica, ma di categoria. Il presidente della Federazione della stampa (il sindacato dei giornalisti), Vittorio Roidi, ha dichiarato: "Nessun problema se questa indagine sarà indirizzata a verificare il rispetto dei doveri da parte degli addetti alla giustizia. Se dovesse invece riguardare il compito dei giornalisti e degli organi di stampa si tratterebbe di una nuova intenzione inquisitoria e repressiva da parte di un rappresentante del governo che continua a dichiararsi liberale.

La corretezza o l'illegalità del comportamento dei giornalisti possono essere valutate dai giudici e dall'ordine professionale. Non da altri"

"Era ora - dice invece Taradash, radicale, presidente della commissione di vigilanza sulla Rai - il mistro della giustizia ha fatto il suo dovere". Il governo però é accusato da deputati dell'opposizione di voler difendere se stesso, di frenare le violazioni del segreto istruttorio, mentre la Fininvest é sotto inchiesta, mentre escono i verbali dell'interrogatorio di Paolo Berlusconi. "Questo collegamento - riprende Taradash - può esserci o non esserci, non mi interessa. Fatto sta che l'iniziativa di Biondi é necessaria per bloccare la connection fra Procure e cronisti giudiziari associati. Se il segreto istruttorio fosse stato rispettato, sarebbe saltato il giochino di sfruttare politicamente le inchieste valorizzarne alcune, tacerne altre, tutte quelle in svolgimento nelle Regioni rosse, ad esempio".

E' perplesso sul metodo scelto dal ministro Biondi, Massimo Brutti, responsabile per la giustizia del PDs, gia membro del Consiglio superiore della magistratura: "E' sgradevole che siano usciti i verbali di Paolo Berlusconi. I giornalisti fanno il loro lavoro, ma spesso le notizie che filtrano sono un ostacolo all'opera dei magistrati. Tuttavia, mi sembra anomalo questo accertamento sulle violazioni del segreto istruttorio cossì ampio e generico. Sembra motivato dalla volontà di mettere sotto accusa i magistrati nel loro insieme, da un "effetto immagine". Se il ministro vuole occuparsi di casi specifici, dica quali, quando, dove. altrimenti, siamo di fronte ad un intollerabile polverone".

Ed ecco Marcello Maddalena, segretario dell'Associaione nazionale magistrati: "Di per sé la violazione del segreto e la illecita pubblicazione di atti segreti sono sicuramente deprecabili". Non può però non stupire e allarmare che la questione del segreto si riaffacci prepotentemente alla ribalta solo ed esclusivamente in occasione della diffusione di notizie concernenti una specifica e ristretta categoria di indagati. In altre occasioni, quando c'é un blitz di cui farsi vanto, sono le forze dell'ordine che dipendono dal governo, a tollerare, sollecitare, promuovere e provocare la pubblicità delle notizie relative alle indagini, anche con rilevanti danni per il prosiguo dell'inchiesta".

Positivo é infine il giudizio di Guido Calvi, celebre penalista vicino alla sinistra. "Al di là delle perplessità che possono sorgere riguardo l'opportunità del momento, bisogna dire che le iniziative volte a tutelare il rispetto delle regole va giudicato positivamente. Si é sempre più diffuso il fenomeno della fuga di notizie danneggiando sia l'indagine che l'interesse degli indagati. Bisogna comunque dire che non c'é una fonte a cui si possa attribuire la violazione, perché l'atto giudiziario passa attraverso diverse mani".

 
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