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Notizie lista Pannella
Agora' Agora - 16 agosto 1994
INTERVISTA A MARCO PANNELLA - "IL RESTO DEL CARLINO"

Domenica, 14 agosto 1994

di Antonella Coppari

Un Berlusconi bis? Pannella ci crede davvero e dà un suggerimento: Martino deve passare dagli esteri all'economia. L'idea di sedere a Palazzo Chigi fianco a fianco con gli ex fascisti non lo sconvolge. I pericoli di regime - dichiara - ora sono all'opposizione. Però ammette che Amato e Ciampi "tranne gli ultimi scandalosi mesi, erano governi che avevano impostato una seria politica di risanamento" e che Berlusconi "sta scontando i rischi dell'apprendistato".

Onorevole Pannella, non le sembra che dopo l'incontro di Arcore l'ipotesi di un rimpasto sia superata?

"Al contrario. Quanto più la ragionevolezza torna a manifestarsi, tanto più si potrà far tesoro di questi primi tre mesi, correggere gli errori seguiti immediatamente al risultato elettorale".

Come dovrebbe essere questo nuovo esecutivo? Quali i suoi programmi?

"Un Berlusconi bis, che indichi come si attaccherà, prima che ci freni addosso l'enorme montagna di debito pubblico consolidato, come e quando si passerà a riformare nel senso del mercato e del liberalismo i vari settori della vita sociale e istituzionale. Per ora, siamo al buio. E' urgente, inoltre, che Martino passi dal ministero degli esteri, dove è giunto senza che nessuno avesse mai avuto l'opportunità di conoscerne idee e progetti, alla direzione dell'economia, sulla quale è stato accolto e applaudito".

Ma lei sarebbe pronto ad entrare a Palazzo Chigi con gli esponenti di Alleanza nazionale?

"I riformatori hanno una caratteristica: fissano gli obiettivi prioritari e si alleano con chi li condivide. Abbiamo proposto in primo luogo, per lustri se non decenni, alla sinistra il nostro progetto di riforma anglosassone dello Stato e della società. Berlusconi, per molti versi, ha proclamato di condividerli. Non vedo perchè, a priori, non si debba far credito a Fini che sembra accettare una riforma dello Stato, in direzione americana. Gli altri, no".

Se si apre una crisi, è sicuro che Scalfaro non si orienterà verso un governo istituzionale?

"Nelle attuali condizioni escluderei che il Parlamento possa orientarsi in tale direzione. E il giudizio del presidente della repubblica non può che tener conto delle situazioni politico-istituzionali quali sono".

Lei ha batture durissime per Bossi. Pensa davvero, come La Loggia, che lui giochi in Borsa con le sue sparate?

"No. Ma non ho alcun dubbio che altri lo abbiano fatto e lo facciano. Lo sfascismo è una splendida occasione per le peggiori speculazioni".

Anche lei crede come Berlusconi che l'Italia non sia mai andata così bene?

"Una cosa è sicura. Mai l'Italia ha goduto, da settanta anni almeno, di una situazione tanto aperta e virtualmente democratica. Oggi il Re è nudo, i massimi poteri sono all'opposizione del governo, i pericoli del regime sono tutti affidati all'opposizione, non alla maggioranza. Ma occorre riconoscere che questo è anche risultato dei governi Amato e Ciampi - tranne gli ultimi scandalosi mesi - mentre del governo, in queste dodici settimane di lavoro, si sono visti più errori e boomerang che altro. L'apprendistato, d'altra parte, ha questi costi...".

Mettiamo che si vada a votare. Che fine farebbe Forza Italia?

"Piuttosto, che fine farebbero gli altri?".

 
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