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Notizie lista Pannella
Agora' Agora - 16 agosto 1994
ARTICOLO COMPARSO SULL'ESPRESSO IL 19 AGOSTO 1994 DI GIUSEPPE NICOTRI

RADIO RADICALE

ORA PAGA, SPILORCIO!

Paissan e Storace contro Pannella. Per una questione di stipendi troppo bassi.

Da una parte Mauro Paissan, giornalista del "manifesto", deputato dei Verdi, e Francesco Storace, deputato di Alleanza Nazionale, portavoce del segretario Gianfranco Fini. Dall'altra Marco Pannella. In mezzo, i giornalisti di Radio radicale. Ma che cosa é successo? La storia comincia tre settimane fa, quando Paissan riesce a far passare un emendamento al "decreto salva Rai" che obbliga l'emittente radiofonica che si vedrà assegnare l'esclusiva triennale dei servi dal Parlamento (e dieci miliardi di lire), a riconoscere la qualifica di giornalista a chi la esercita nei fatti. Ma siccome l'esclusiva andrà sicuramente a Radio radicale, che segue l'attività parlamentare dal '76, l'emittente vedrà di colpo moltiplicarsi i costi.

Per ora gli 11 giornalisti e il direttore responsabile della radio, Massimo Bordin, sono retribuiti come "addetti di redazione", figura professionale del mondo dello spettacolo, che non esiste nel contratto nazionale giornalistico. Risultato: uno stipendio di circa un milione e mezzo a testa, senza l'assistenza dell'Inpgi, l'ente previdenziale dei giornalisti.

"Mi sembra il minimo della decenza" spiega pacatamente Paissan, "che chi gode di stanziamente pubblici rispetti pienamente i diritti dei lavoratori. Non possiamo farci complici di furberie all'italiana". Storace, vicepresidente della Commissione di vigilanza Rai, é più polemico.:"I giornalisti di Radio radicale sono instancabili. E' una crudele buffonata farli figurare come "addetti" di una redazione che ufficialmente non esiste. Perciò mi sono permesso di suggerire dietro le quinte l'emendamento che ha scatenato Pannella".

Che Pannella sia scatenato é un fatto certo: "Non saremo mai schiavi dell'Ordine dei giornalisti, che per giunta voglio abolire da un bel pezzo", ha tuonato. Ed é andato dal vicepresidente del Consiglio, Giuseppe Tatarella, per dirgli di presentare a nome del governo un controemendamento. "Ma Tatarella lo ha mandato al diavolo , ridacchia Storace.

 
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