DIRITTI CIVILI: LA DESTRA MINACCIA DI FARCI ARRETRARE
Marco Pannella ha scritto un articolo, apparso su "Il Giorno" di sabato scorso, difendendo i risultati positivi conseguiti, per le donne e la famiglia, dalla legge sull'aborto (194). L'ha fatto citando dati inoppugnabili che testimoniano la drastica riduzione degli aborti praticati legalmente nelle strutture sanitarie; e, soprattutto, di quelli praticati clandestinamente e pericolosamente in violazione della legge.
Lo scritto pannelliano, però, mette in forte evidenza una contraddizione e un imbarazzo che si spiegano con la tortuosa navigazione politica in cui é oggi impegnato il leader radicale.
Il quale, da un canto, continua ad attaccare il "compromesso catto-comunista" che avrebbe dato vita alla "pessima legge" sull'aborto - i cui risultati sarebbero però ottimi, a detta dello stesso Pannella -; e, dall'altro, sollecita benevolmente alla riflessione il ministro Matteoli (An) e altri che hanno definito l'aborto, previsto dal Codice, un assassinio.
Leggendo l'articolo, pensavo come in una situazione politica diversa il Matteoli sarebbe stato, dal Pannella, ricoperto di insulti e invitato a dimettersi. Ho colto questa contraddizione non per intervenire con questa nota nel dibattito opportunamente aperto da "Il Giorno" sull'aborto, ma per discutere con Pannella le sue posizioni politiche, quelle di oggi, e le prospettive da lui delineate recentemente chiedendo un "governo Berlusconi bis".
Quando polemizzo con Pannella, non dimentico mai che il leader radicale ha tanti difetti, abusa delle sue "provocazioni", spesso distorce le posizioni altrui, ma ha il merito di aver esercitato, con le sue iniziative sui diritti civili una critica utile alla sinistra, spesso sorda e muta o distratta e in ritardo su questo fronte. Così operando e "provocando", Pannella ha contribuito a far avanzare la democrazia italiana sul terreno essenziale dei dirittti civili. Vorrei chiedere quindi a Pannella se non ci sia oggi un concreto pericolo di arretrare proprio su questo terreno, quello dei diritti civili. Nel corso della campagna elettorale per le elezioni amministrative, a Roma, ebbi modo di scrivere su queste colonne che Pannella, nello scontro fra Fini e Rutelli, aveva posto un tema essenziale e dirimente ricordando le posizioni del segretario di Alleanza Nazionale sui diritti civili. Il leader radicale, infatti, sottolineò con forza come Fini avesse sostenuto "la pena di morte, l'ergastolo. l'aborto clandes
tino, l'indissolubilità del matrimonio, il razzismo, le leggi eccezionali ecc. ecc.". Vecchie storie? No, perché proprio in questi giorni Fini ha detto che sull'aborto la pensa come il suo ministro Matteoli (omicidio), anche se si considera inopportuno discuterne oggi. E allora? Sia chiaro, io considero positivo ogni evoluzione della destra verso posizioni democratiche e, non sottovaluto gli sforzi che ha fatto lo stesso Fini in questa direzione verso posizioni democratiche . Ma proprio sul terreno dei diritti civili (quello più congeniale a Pannella ogni volta che si pone un problema scottante, a destra, scattano vecchie molle. C'é di più. Ho l'impressione che nel paese ci sia una caduta di attenzione o di tensione sui temi delle libertà civili. Lo dico rivolgendomi anche alla sinistra, al Pds, nel momento in cui si vuole preparare un'alternativa a Berlusconi e alla destra. I temi inerenti ai valori, ai diritti, non possono essere secondi ad altri. La sinistra, come ho detto, ha già fatto questo errore.
Anche nel ricercare un accordo di governo con laDc. Oggi lo fa Pannella che finge di non vedere, volendo un accordo di governo, che questo nodo (quello dei diritti civili) non può essere sciolto a destra.
In queste settimane c'é stata una discussione sui temi della giustizia e abbiamo visto come il deecreto Biondi abbia dato un colpo soprattutto al garantismo, a chi difende i diritti dei cittadini. E certi attacchi belluini e insensati ai giudici di Mani pulite ( sono stati defini anche assassini!) non fanno muovere un passo avanti, ma due indietro al necessario riequilibrio tra i poteri anche dentro l'amministrazione della giustizia, cioé tra accusa e difesa.
Lo stesso debbo dire per gli attacchi alla Rai, alla stampa, ai giornalisti non graditi dal governo, considerati strumenti di poteri occulti e al servizio dell'opposizione. e poi, a cosa serve demonizzare l'opposizione in un paese dove i diritti sono così deboli ed incerti, e dove la stampa é stata quasi sempre governativa? Ricordo quando nacque "Il Giorno" di Baldacci: non era certamente contro il governo, ma non si mise in riga e venne messo all'indice. Pannella in altri momentio ha mosso attacchi anche ingiusti ai mezzi d'informazione in nome della sua opposizione "imbavagliata". e oggi non pensa che c'é anche chi vorrebbe imbavagliare altri? La liberta é indivisibile e per tutti. Io non credo che l'attuale maggioranza, cui fa riferimento anche Pannella, voglia negare la libertà ai cittadini. Dico che c'é un pezzo della destra italiana forcaiola che non va mai sottovalutata e questo vale anche per la prospettiva. Chiedo quindi a Pannella: c'é la possibilità concreta di un governo Berlusconi bis (auspicata
dal leader radicale) depurato da quella destra che contrasta i diritti civili per i quali lui ha combattuto? Nell'attuale Parlamento, a me non pare che sia possibile.